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giovedì 29 gennaio 2026

📝 Fideiussione e tutela del consumatore: i chiarimenti della Cassazione

Fideiussione e tutela del consumatore: cosa ha chiarito la Cassazione

La fideiussione è uno degli strumenti più utilizzati nel mondo bancario e commerciale per garantire obbligazioni altrui. Proprio per la sua diffusione, negli ultimi anni la giurisprudenza ha dedicato crescente attenzione alla posizione del fideiussore, soprattutto quando si tratta di soggetti non professionali. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione – Cass. civ., sez. I, 13 gennaio 2025, n. 1021 – offre un chiarimento importante: anche la fideiussione stipulata con atto pubblico può essere sottoposta al controllo di trasparenza e vessatorietà previsto dal Codice del Consumo.

Si tratta di un passaggio rilevante, perché ribadisce che la forma dell’atto non può diventare uno scudo per clausole squilibrate o imposte unilateralmente.


1. Il punto centrale: il fideiussore può essere un consumatore

La Cassazione conferma un principio ormai consolidato: il fideiussore è considerato consumatore quando presta garanzia per scopi estranei alla propria attività professionale o imprenditoriale.

Questo significa che:

  • non conta la forma dell’atto (scrittura privata, atto pubblico, contratto bancario standard);
  • non conta che la fideiussione sia collegata a un rapporto commerciale altrui;
  • conta solo la posizione soggettiva del garante.

Se il garante non trae alcun vantaggio professionale dall’operazione, allora rientra nella tutela del Codice del Consumo.

Riferimenti europei
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha più volte affermato che la qualifica di consumatore dipende dalla finalità concreta dell’operazione:

  • CGUE, 19 novembre 2015, C‑74/15, Tarcău;
  • CGUE, 14 marzo 2013, C‑415/11, Aziz.

2. Atto pubblico e clausole abusive: nessuna immunità

Uno dei passaggi più significativi della pronuncia riguarda la forma dell’atto. La banca sosteneva che la fideiussione, essendo stata stipulata davanti a un notaio, fosse automaticamente “consapevole” e quindi non contestabile.

La Cassazione ha respinto questa tesi: la forma pubblica non elimina il carattere standardizzato delle clausole né impedisce il controllo di vessatorietà.

Il notaio garantisce la legalità formale dell’atto, non la negoziazione effettiva delle clausole. Se il contratto è predisposto unilateralmente e il consumatore non ha potuto incidere sul contenuto, resta un contratto “per adesione”.

Riferimenti europei
La CGUE ha chiarito che la forma dell’atto non prova una negoziazione reale:

  • CGUE, 21 marzo 2013, C‑92/11, RWE Vertrieb;
  • CGUE, 26 gennaio 2017, C‑421/14, Banco Primus.

3. Clausole standardizzate e controllo di trasparenza

La Corte richiama un principio cardine del diritto dei consumatori: le clausole non negoziate individualmente devono essere chiare, comprensibili e non devono creare un significativo squilibrio tra le parti.

Le clausole più frequentemente contestate nelle fideiussioni bancarie sono:

  • clausola di reviviscenza;
  • deroga all’art. 1957 c.c.;
  • pagamento a prima richiesta senza eccezioni opponibili.

Riferimenti europei
La nozione di trasparenza è stata definita dalla CGUE come comprensibilità formale e sostanziale:

  • CGUE, 30 aprile 2014, C‑26/13, Kásler;
  • CGUE, 23 aprile 2015, C‑96/14, Van Hove.

4. Perché questa decisione è importante

Questa pronuncia rafforza la tutela dei cittadini che prestano garanzia per familiari, amici o piccole imprese, spesso senza piena consapevolezza dei rischi.

In particolare:

  • impedisce che la forma dell’atto pubblico aggiri la normativa consumeristica;
  • apre alla contestazione di clausole abusive anche in fideiussioni notarili;
  • tutela il consumatore anche nei contratti complessi e tecnici.

5. Conclusioni

La Cassazione ribadisce un principio fondamentale: la tutela del consumatore prevale sulla forma del contratto.

La fideiussione è un atto delicato e potenzialmente rischioso. Per questo le clausole devono essere chiare, comprensibili e non squilibrate. La forma dell’atto – anche se pubblica – non può diventare un alibi per sottrarsi al controllo di trasparenza.


✅ Checklist operativa: cosa verificare prima di firmare una fideiussione

1. Chi sei nel contratto?

  • Sei un consumatore o un professionista?
  • Firmi per aiutare un familiare o per un’attività tua?

2. Le clausole sono negoziate?

  • Hai potuto modificarle?
  • Ti sono state spiegate?

3. Controlla queste clausole critiche:

  • reviviscenza;
  • pagamento a prima richiesta;
  • deroga all’art. 1957 c.c.;
  • rinuncia alle eccezioni.

4. Valuta la trasparenza:

  • capisci chiaramente quando e quanto potresti pagare?
  • il rischio economico è spiegato?

5. Forma dell’atto:

  • anche se è un atto pubblico, non significa che sia “equilibrato”;
  • la tutela del consumatore resta applicabile.

6. Chiedi sempre una copia preventiva del testo

  • leggila con calma;
  • confrontala con modelli standardizzati già censurati dalla Banca d’Italia.

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