22 luglio 2026

⚖️ Patti successori nel diritto ereditario italiano: guida completa 2026

⚖️ Patti successori nel diritto ereditario italiano: guida completa 2026

Guida ai Patti successori a cura dell'Avv. Italo Grillo

Nel panorama del diritto ereditario italiano, i patti successori rappresentano un tema di centrale importanza e complessità, caratterizzato da un rigido divieto generale volto a tutelare la libertà del testatore e la stabilità dei rapporti familiari. In questa guida, analizzeremo la natura di tali accordi, le ragioni del loro divieto e le poche eccezioni consentite dal nostro ordinamento.

📌 1. Definizione e divieto generale

Ai sensi dell'articolo 458 del Codice Civile, sono patti successori tutti quegli accordi, convenzioni o atti unilaterali con cui si dispone di una successione non ancora aperta. A differenza di ordinamenti stranieri come quello tedesco o svizzero, in Italia vige un divieto assoluto che sanziona con la nullità radicale ogni patto di questo tipo. Tale nullità è insanabile, può essere fatta valere da chiunque ne abbia interesse in qualsiasi momento e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

📚 2. Le tre tipologie di patti successori

La dottrina e la giurisprudenza individuano tre categorie di patti vietati:

📝 Patti Istitutivi (o costitutivi)

Sono contratti con cui un soggetto dispone della propria successione, impegnandosi a nominare un altro soggetto come erede o legatario. Un esempio classico è la promessa di eredità in cambio di assistenza vitale.

📤 Patti Dispositivi

Si verificano quando un soggetto dispone (ad esempio vendendo o donando) di diritti che presume di ricevere da una successione altrui non ancora aperta. Si tratta dei cosiddetti pacta corvina, nulli perché hanno ad oggetto beni di cui il disponente non è ancora titolare.

🚫 Patti Rinunziativi (o abdicativi)

Sono accordi con cui un potenziale erede rinuncia preventivamente ai diritti che gli spetterebbero su una futura successione, spesso in cambio di un corrispettivo immediato. La legge vieta tale rinuncia finché il donante o il de cuius è in vita.

💡 3. La Ratio Legis: perché sono vietati?

Il legislatore ha voluto proteggere due principi cardine:

1. Libertà testamentaria: Garantire che il testatore possa cambiare idea e revocare le proprie volontà fino all'ultimo istante di vita (jus poenitendi).
2. Tutela dell'ordine pubblico e della morale: Evitare lo sperpero di patrimoni non ancora acquisiti da parte di soggetti prodighi e scongiurare l'immorale desiderio della morte altrui (votum captandae mortis).

🏛️ 4. Le eccezioni: il Patto di Famiglia

L'unica deroga sistematica di rilievo è rappresentata dal Patto di Famiglia (artt. 768-bis e ss. c.c.), introdotto nel 2006. Questo strumento permette all'imprenditore di trasferire in vita l'azienda o le partecipazioni societarie a uno o più discendenti, assicurando la continuità aziendale. Per la sua validità, devono partecipare all'atto tutti i potenziali legittimari, i quali devono essere liquidati dagli assegnatari dell'impresa.

⚖️ 5. Recenti orientamenti giurisprudenziali

La giurisprudenza più recente (2024-2025) tende a circoscrivere rigorosamente l'ambito del divieto. Ad esempio, la Cassazione n. 722/2024 ha stabilito che non viola il divieto l'impegno assunto tra fratelli di procedere a conguagli per bilanciare le donazioni ricevute in vita dai genitori, poiché tale accordo non investe direttamente i diritti sulla futura successione ma mira a una compensazione tra vivi. Al contrario, rimane nulla ogni transazione che implichi una rinuncia anticipata alla quota di legittima o al diritto di impugnare donazioni simulate del de cuius vivente (Cass. 366/2024).


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15 luglio 2026

📘 La bozza di circolare dell'Agenzia delle Entrate sulle procedure di sovraindebitamento ed esdebitazione

La bozza di circolare dell'Agenzia delle Entrate sulle procedure di sovraindebitamento ed esdebitazione

📘 La bozza di circolare dell'Agenzia delle Entrate sulle procedure di sovraindebitamento ed esdebitazione

L'emanazione della Parte II della bozza di circolare emanata dall'Agenzia delle Entrate, che rimarrà in consultazione pubblica fino al 24 luglio 2026, interamente dedicata alla trattazione delle procedure di regolazione della crisi da sovraindebitamento e all'istituto dell'esdebitazione alla luce delle novità introdotte dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, delinea una svolta interpretativa di fondamentale rilievo per tutti gli operatori del diritto e della crisi d'impresa.

Il documento recepisce in modo organico la transizione dalla frammentazione della vecchia Legge 3/2012 ("Salva-Suicidi") all'architettura sistematica e unitaria offerta dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).

Per i Gestori della Crisi e gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), questa circolare non rappresenta un semplice compendio di prassi, bensì una vera e propria mappa d'azione istituzionale, che ridefinisce i confini della meritevolezza e i canali di accesso alle banche dati.

Al contempo, il testo offre risposte chiarificatrici a tre figure cardine del nostro tessuto economico-sociale: il consumatore sovraindebitato, l'imprenditore sotto-soglia (o minore) e il professionista intellettuale.

📚 Sezione I: Il Quadro Generale e la Semplificazione Procedimentale

🔹 1. L'Ambito Soggettivo e Oggettivo (Art. 65 CCII)

Il Codice della Crisi delimita l'accesso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento a precise categorie di debitori, individuati dall'art. 2, comma 1, lett. c) CCII, che versino in stato di crisi o di insolvenza:

Il consumatore;

Il professionista intellettuale;

L'imprenditore minore (sotto-soglia ex art. 2, comma 1, lett. d) CCII);

L'imprenditore agricolo;

Le start-up innovative (di cui al D.L. 179/2012);

Qualsiasi altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale o a liquidazione coatta amministrativa.

🔹 2. La Preclusione della "Domanda in Bianco" e i Poteri dell'OCC

In primo luogo, dal punto di vista metodologico, occorre evidenziare l'importante correzione operata dal D.Lgs. 13 settembre 2024, n. 136 (Correttivo-ter). L'art. 65, comma 2, CCII esclude ora espressamente l'applicazione dell'art. 44 CCII alle procedure di sovraindebitamento. Da ciò deriva che per il debitore sovraindebitato vige la preclusione assoluta di accedere al concordato minore o alla ristrutturazione dei debiti del consumatore tramite domanda prenotativa o "in bianco".

In secondo luogo, merita attenzione lo snellimento dei costi e delle strutture: l'art. 65, comma 3, sancisce che la nomina dell'attestatore è sempre facoltativa, dacché i compiti propri del commissario o del liquidatore sono per legge demandati direttamente all'OCC. L'attestazione non assume più carattere indefettibile, evitando oneri aggiuntivi nei casi meno complessi.

Sul versante operativo, l'introduzione del comma 4-bis dell'art. 65 ad opera del Correttivo-ter ha colmato una grave lacuna procedurale: viene ora formalmente riconosciuta la legittimazione del gestore OCC ad accedere direttamente alle banche dati pubbliche (Anagrafe Tributaria, Sezione ex art. 7 D.P.R. 605/1973, Centrali Rischi, Sistemi di Informazioni Creditizie - SIC) al fine di redigere relazioni complete e attendibili.

🔹 3. Le Procedure Familiari (Art. 66 CCII)

In continuità con la logica dell'efficienza dei procedimenti, i membri della stessa famiglia (coniugi, parenti entro il 4° grado, affini entro il 2°, parti di un'unione civile o conviventi di fatto ex L. 76/2016) possono presentare un'unica domanda di accesso alle procedure. Le condizioni per l'accorpamento sono, tra loro alternative, la convivenza oppure l'origine comune del sovraindebitamento (es. successione ereditaria).

Sul versante strettamente tecnico:

Le masse attive e passive rimangono rigorosamente distinte.

La competenza territoriale appartiene al giudice adito per primo (criterio del deposito del ricorso ex art. 66, comma 4).

La liquidazione del compenso dell'OCC viene ripartita tra i membri in misura proporzionale all'attivo di ciascuno.

📂 Sezione II: Le Tre Procedure e la Prassi Operativa

[STRUMENTI DI REGOLAZIONE]

🔹 1. Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore (Artt. 67-73 CCII)

Identikit e Presupposti: Riservata esclusivamente alla persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale. La giurisprudenza e la prassi estendono l'accesso al socio illimitatamente responsabile di S.n.c., S.a.s. o S.a.p.a. esclusivamente per i debiti personali ed estranei a quelli sociali. La figura del fideiussore vi rientra solo qualora la garanzia sia stata prestata per scopi estranei all'attività d'impresa (es. fideiussione per mutuo casa del figlio).

Funzionamento: La proposta ha contenuto libero e non prevede soglie minime di soddisfacimento. Non è sottoposta al voto dei creditori, ma esclusivamente all'omologazione del Giudice.

Condizioni Ostative della Meritevolezza (Art. 69 CCII): Il consumatore non deve aver determinato la propria situazione di crisi con colpa grave, malafede o frode. Costituisce motivo ostativo l'essere stato esdebitato nei 5 anni precedenti o l'aver già beneficiato dell'esdebitazione per due volte.

Il Merito Creditizio e il ruolo del Creditore (Art. 69, comma 2): Se il soggetto finanziatore ha omesso di valutare il merito creditizio del debitore (violando l'art. 124-bis TUB) , non può proporre opposizione o reclamo in sede di omologazione per contestare la convenienza della proposta. Come statuito dalla Corte di Cassazione con sentenza del 22 luglio 2025, n. 20672, al creditore colpevole rimane unicamente la facoltà di eccepire vizi di legittimità o la sussistenza di condotte ostative frodate.

Prassi d'Ufficio: Entro 7 giorni dal conferimento dell'incarico, l'OCC notifica l'avvio agli uffici fiscali ed Agente della Riscossione, i quali entro 15 giorni devono trasmettere la quantificazione del debito tributario.

🔹 2. Concordato Minore (Artt. 74-83 CCII)

Identikit e Presupposti: Riservato a professionisti, imprenditori minori, agricoli e start-up. La condizione primaria (Art. 74, comma 1) è che il piano consenta la prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale (concordato in continuità).

L'eccezione del Concordato Liquidatorio (Art. 74, comma 2): Fuori dai casi di continuità, il concordato minore può avere natura meramente liquidatoria esclusivamente se è previsto l'apporto di risorse esterne che incrementino in misura apprezzabile l'attivo disponibile al momento della domanda.

Funzionamento ed Atti in Frode: Richiede l'approvazione dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Sotto il profilo della condotta, la giurisprudenza di merito evidenzia che la sistematica preferenza accordata nel pagamento di fornitori privati a scapito dell'Erario, accumulando un ingente debito fiscale, integra la fattispecie di atto in frode ai creditori (pagamenti preferenziali colpevoli), determinando l'inammissibilità della procedura.

Esecuzione (Art. 81 CCII): Durante la procedura il debitore conserva la gestione dei beni e dell'attività, sotto la vigilanza dell'OCC. Le vendite di beni devono avvenire tramite procedure competitive.

🔹 3. Liquidazione Controllata del Sovraindebitato (Artt. 268-277 CCII)

Identikit e Presupposti: Procedura concorsuale di natura non negoziale (universale e liquidatoria) aperta a tutte le categorie di soggetti sovraindebitati.

Soglia di Accesso: Il Correttivo-bis ha innalzato a cinquantamila euro (€ 50.000) la soglia debitoria minima al di sotto della quale non può essere disposta l'apertura della procedura su istanza di creditori.

Prassi di coordinamento fiscale: L'OCC, entro 7 giorni dall'incarico, informa l'Agenzia delle Entrate e l'Agente della Riscossione. Gli uffici provvedono alla lavorazione anticipata di dichiarazioni, PVC e atti del registro per determinare tempestivamente il credito tributario da insinuare al passivo della liquidazione. Il deposito della domanda sospende il corso degli interessi convenzionali o legali.

💼 Sezione III: L'Esdebitazione (Capo X CCII)

L'esdebitazione rappresenta il fulcro sociale ed economico della riforma, traducendo in norma il principio eurounitario della "seconda opportunità" (fresh start).

🔹 1. Esdebitazione nella Liquidazione Controllata (Art. 282 CCII)

Opera in via automatica decorsi 3 anni dall'apertura della procedura (o al momento della chiusura, se antecedente), purché non sussistano cause ostative (condanne definitive per reati fallimentari/sovraindebitamento, colpa grave, malafede o frode).

In proposito, la giurisprudenza consolidata della Suprema Corte e di merito ha statuito l'omologabilità degli effetti preclusivi penali: la sentenza di patteggiamento (ex art. 444 c.p.p.) è pienamente equiparata alla condanna passata in giudicato ai fini del diniego del beneficio esdebitatorio.

Un caso esemplare di prassi e rigore giurisprudenziale:

Il Tribunale di Bologna, con provvedimento del 5 maggio 2026, ha rigettato l'istanza di esdebitazione di un debitore i cui debiti erariali scaturivano dal sistematico inadempimento degli obblighi fiscali attuato al fine di mantenere un altissimo tenore di vita (nello specifico, il mantenimento di una villa di lusso). Il Giudice ha rimarcato che la scelta deliberata e consapevole del debitore di privilegiare spese non primarie rispetto alle imposte erariali esclude radicalmente il requisito dell'assenza di colpa grave.

🔹 2. L'Esdebitazione del Sovraindebitato Incapiente (Art. 283 CCII)

Vero e proprio strumento di protezione sociale, consente al debitore persona fisica, meritevole e privo di qualsiasi utilità da offrire ai creditori (sia presente che futura), di conseguire la liberazione dai debiti per una sola volta nella vita.

Parametro di Incapienza: Il debitore si considera legalmente incapiente se dispone di un reddito annuo (dedotte le spese di produzione e quelle di mantenimento del nucleo) inferiore o uguale all'assegno sociale aumentato della metà, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza ISEE.

Obbligo di Vigilanza Post-Procedura: Il beneficio non è del tutto incondizionato. L'esdebitazione è concessa con decreto del Giudice, ma sorge l'obbligo in capo al debitore di presentare una dichiarazione annuale per i 3 anni successivi. Qualora in tale triennio sopravvengano utilità rilevanti (escluse le somme da finanziamento) che consentano un soddisfacimento dei creditori superiore al 10%, l'esdebitazione perde i propri effetti e i debiti tornano esigibili. L'OCC mantiene un preciso dovere di vigilanza costante in questo arco temporale.

🗂 Schede di Sintesi Operativa

🔹 1. Per il Consumatore

Strumento d'elezione: Ristrutturazione dei debiti del consumatore (Art. 67).

Focus Pratico: Nessuna percentuale minima da offrire; fondamentale l'assenza di colpa grave nell'indebitamento. Se le banche hanno concesso prestiti ignorando il tuo reale livello di reddito, la procedura tutela la tua ripartenza impedendo loro di bloccare il piano.

🔹 2. Per l'Imprenditore Minore (Sotto-soglia) e Agricolo

Strumento d'elezione: Concordato minore in continuità (Art. 74).

Focus Pratico: Consente di blindare l'azienda dalle esecuzioni individuali e continuare l'attività. Attenzione: non utilizzare le casse aziendali per pagare preferenzialmente i creditori commerciali a discapito delle cartelle esattoriali prima di entrare in procedura, per evitare la contestazione di atti in frode.

🔹 3. Per il Professionista Intellettuale

Strumento d'elezione: Concordato minore o Liquidazione Controllata.

Focus Pratico: Accesso immediato alle banche dati tramite l'OCC per una fotografia cristallina del passivo. Possibilità di salvaguardare lo studio professionale se inserito in un piano di concordato in continuità che dimostri la sostenibilità prospettica.

📝 In conclusione

In conclusione, la Circolare in esame impone un cambio di passo culturale ed operativo. Il sovraindebitamento non è più un'appendice marginale del diritto commerciale, ma un tassello cardine della responsabilità sociale ed istituzionale dell'intero ordinamento giuridico.

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📌 Approfondimento Consigliato: Guida al Sovraindebitamento

La gestione delle situazioni di crisi da sovraindebitamento richiede un approccio rigoroso e una profonda conoscenza delle tutele offerte dal legislatore. Al fine di offrire uno strumento operativo chiaro ed esaustivo, si invita alla lettura del contributo completo.

09 luglio 2026

📘 La bozza di Circolare dell’Agenzia delle Entrate sul Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Il codice della crisi e dell'insolvenza a cura dell'Avv. Italo Grillo

📘 La bozza di Circolare dell’Agenzia delle Entrate sul Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

L'emanazione della Parte I della bozza di circolare dell'Agenzia delle Entrate, attualmente in consultazione pubblica, rappresenta il completamento del quadro interpretativo affrontato anche con la Parte II e delinea la nuova architettura del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).

Il documento analizza il radicale cambio di paradigma del diritto concorsuale italiano: il passaggio da un sistema punitivo e liquidatorio a un modello orientato alla prevenzione e alla salvaguardia del valore aziendale e della continuità.

📚 Sezione I: Nuovi Paradigmi e Obblighi di Prevenzione

🔹 1. Il superamento del concetto di "Fallimento" (Art. 2 CCII)

Il Codice sostituisce la parola "fallimento" con "liquidazione giudiziale" e introduce definizioni tecniche cruciali per intercettare il declino prima che diventi irreversibile.

La "Crisi": Definita come lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza, manifestandosi con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei dodici mesi successivi.

L'Insolvenza: Rimane lo stato terminale in cui il debitore non può più soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Mutamento di paradigma: La crisi diventa il presupposto per attivare gli strumenti di allerta, spostando il focus sulla probabilità di insolvenza piuttosto che sull'insolvenza conclamata.

🔹 2. Assetti Organizzativi e Segnali di Allerta (Art. 3 CCII)

L'imprenditore (individuale o collettivo) ha il dovere di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa.

Funzione: Gli assetti devono servire alla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.

Segnali Tipizzati: Il Correttivo-bis ha introdotto indici specifici che l'impresa deve monitorare, come debiti per retribuzioni scaduti da oltre 30 giorni o esposizioni bancarie scadute da oltre 60 giorni che superino il 5% del totale.

Obbligo di Agire: Una volta intercettati i segnali, l'imprenditore deve attivarsi "senza indugio" per adottare uno degli strumenti previsti per il recupero della continuità.

📂 Sezione II: La Composizione Negoziata (Artt. 12-25 CCII)

🔹 1. Identikit dello Strumento

La Composizione Negoziata della Crisi (CNC) non è una procedura concorsuale, ma un percorso stragiudiziale e riservato attivabile su base esclusivamente volontaria dall'imprenditore.

Obiettivo: Favorire il risanamento dell'impresa quando questo risulta "ragionevolmente perseguibile".

L'Esperto Indipendente: È la figura centrale, un facilitatore terzo (nominato dalla Camera di Commercio) incaricato di agevolare le trattative tra debitore e creditori.

Accesso Semplificato: Le imprese possono effettuare un test pratico sulla piattaforma telematica per verificare il grado di difficoltà e la sostenibilità del risanamento.

🔹 2. Misure Protettive e Cautelari (Artt. 18-19 CCII)

Per proteggere le trattative, l'imprenditore può chiedere l'applicazione di misure che impediscano ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive (c.d. stay).

Nessun Automatismo: A differenza del passato, le misure richiedono una specifica istanza e la conferma da parte del Tribunale entro tempi brevissimi.

Durata Massima: Le misure protettive non possono superare complessivamente i 240 giorni.

💼 Sezione III: I Nuovi Istituti Giudiziali

🔹 1. Il Piano di Ristrutturazione soggetto a Omologazione (PRO - Art. 64-bis)

Rappresenta la novità più "coraggiosa" del Codice, recependo la Direttiva Insolvency.

Deroga alla Priorità: Se tutte le classi di creditori approvano il piano all'unanimità, il valore può essere distribuito anche in deroga all'ordine delle cause legittime di prelazione (c.d. Relative Priority Rule).

Destinazione: È uno strumento volto primariamente alla continuità aziendale (diretta o indiretta) e non alla mera liquidazione atomistica.

🔹 2. Il Concordato Semplificato (Art. 25-sexies)

Si configura come l'extrema ratio per l'imprenditore che ha tentato senza successo la composizione negoziata.

Caratteristiche: Procedura puramente liquidatoria che non prevede il voto dei creditori.

Vaglio del Giudice: Il Tribunale omologa se la proposta non arreca pregiudizio ai creditori rispetto alla liquidazione giudiziale e assicura un'utilità a ciascun creditore.

⚖️ Sezione IV: Il Trattamento dei Crediti Tributari

🔹 1. Transazione Fiscale nella CNC (Art. 23 comma 2-bis)

Il Correttivo-ter ha introdotto la possibilità di concludere un accordo transattivo con le Agenzie fiscali direttamente durante le trattative della composizione negoziata.

Requisito di Convenienza: La proposta deve essere accompagnata dalla relazione di un professionista indipendente che ne attesti la convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale.

Falcidia IVA: Dopo ampi dibattiti, si ritiene ammissibile il pagamento parziale dell'IVA se supportato da un'attestazione di migliore soddisfazione del credito rispetto all'alternativa liquidatoria.

🔹 2. Il Cram-down Fiscale (Artt. 63 e 88)

Viene confermato il potere del Tribunale di omologare forzosamente gli accordi di ristrutturazione o i concordati anche in mancanza di adesione dell'Amministrazione Finanziaria, se il suo voto è determinante e la proposta è conveniente.

🗂 Schede di Sintesi Operativa

🔹 1. Per l'Imprenditore "In Bonis"

Focus: Prevenzione. È obbligatorio dotarsi di strumenti contabili che prevedano la cassa a 12 mesi.

Vantaggio: Intercettare la crisi permette di accedere alle misure premiali (riduzione sanzioni e interessi al tasso legale) della composizione negoziata.

🔹 2. Per i Gruppi di Imprese

Novità: Il Codice disciplina per la prima volta la crisi di gruppo in modo unitario.

Gestione: Possibilità di presentare un unico ricorso, con un piano unitario e un unico commissario giudiziale, mantenendo però le masse attive e passive separate.

🔹 3. Per l'Amministrazione Finanziaria

Ruolo: Gli Uffici devono garantire una collaborazione leale e rispondere tempestivamente alle richieste degli OCC e degli esperti.

Verifiche: In sede di PRO o Concordato Semplificato, l'Agenzia deve sempre verificare la non deteriorità del trattamento rispetto allo scenario fallimentare.

📝 In conclusione

La Circolare Parte I conferma che il nuovo diritto della crisi non è più "fallimentare" ma "gestionale". La tempestività dell'emersione della crisi, supportata da un dialogo trasparente con il fisco e i creditori, è l'unica via per evitare la disgregazione dei complessi aziendali e favorire il rilancio economico.

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  • 📉 Sovraindebitamento e gestione della crisi

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📌 Approfondimento Consigliato: Guida al Sovraindebitamento

La gestione delle situazioni di crisi da sovraindebitamento richiede un approccio rigoroso e una profonda conoscenza delle tutele offerte dal legislatore. Al fine di offrire uno strumento operativo chiaro ed esaustivo, si invita alla lettura del contributo completo.

06 luglio 2026

📘 L’art. 69 CCII e il rapporto con il “nuovo” art. 124 bis TUB

L’art. 69 CCII e il rapporto con “nuovo” art. 124 bis TUB
L’art. 69 CCII e il rapporto con il “nuovo” art. 124 bis TUB

📘 L’art. 69 CCII e il rapporto con il “nuovo” art. 124 bis TUB

Cosa imparerai: In questo articolo analizzeremo l’evoluzione del principio del credito responsabile alla luce delle riforme più recenti. Scoprirai come la sinergia tra la disciplina bancaria e le procedure di composizione della crisi impedisca ai creditori professionali negligenti di bloccare i piani di ristrutturazione del consumatore. ✨

🔗 La convergenza tra Art. 69 CCII e Art. 124-bis TUB

Nel panorama attuale della gestione delle crisi da sovraindebitamento, la dottrina più avveduta, i principali operatori del settore e gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) stanno mettendo in relazione molto opportunamente due norme cruciali: l’art. 69, comma 2, del Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII) e il “nuovo” art. 124-bis del Testo Unico Bancario (TUB), come riscritto dal d.lgs. 212/2025 in attuazione della direttiva UE 2023/2225.

Questa lettura sistematica evidenzia che il rinvio contenuto nell’art. 69 CCII ai principi del credito responsabile deve essere inteso come un rinvio mobile. Da ciò deriva che ogni evoluzione normativa del paradigma del merito creditizio incide automaticamente e direttamente sul perimetro della preclusione processuale che colpisce il creditore negligente nell’istruttoria. ⚖️

🔍 1. Il nuovo paradigma del merito creditizio

La riscrittura dell’art. 124-bis TUB segna un passaggio decisivo e di profonda civiltà giuridica. La valutazione del merito creditizio non è più da considerarsi un adempimento formale o puramente documentale. Al contrario, essa si configura come un dovere sostanziale, proporzionato, strettamente calibrato sulla situazione del consumatore e finalizzato a prevenire il sovraindebitamento.

In ragione di quanto sopra, la violazione del merito creditizio non coincide più con la sola mancanza di verifiche minime, ma con qualsiasi scostamento dal modello europeo del responsible lending. 💼

🔍 2. Gli effetti processuali sull’art. 69, comma 2, CCII

L’art. 69 CCII opera come una vera e propria preclusione selettiva a carico degli istituti di credito. Più precisamente, il quadro normativo traccia una netta separazione delle tutele applicabili. Il creditore che ha concesso credito in violazione del merito creditizio non può in alcun modo contestare la convenienza della proposta o del piano.

Diversamente da quanto sostenuto in passato da alcune interpretazioni restrittive, resta invece possibile l’opposizione unicamente su profili di stretta legittimità, quali la colpa grave del debitore, i requisiti di accesso o la fattibilità giuridica.

In questa architettura istituzionale, merita attenzione il fatto che l’OCC (art. 76 CCII) assume una centralità assoluta, spettando ad esso la ricostruzione delle cause dell’indebitamento, della diligenza del debitore e della sostenibilità del piano.

Tale impianto è supportato da una solida giurisprudenza di merito (Cagliari, L’Aquila, Torre Annunziata, Avezzano) e dalle decisioni di legittimità, che distinguono nettamente la colpa del creditore (che genera la preclusione sulla convenienza) dalla colpa grave o dolo del debitore. 📚

💡 Un esempio pratico

Immaginiamo un consumatore con uno stipendio di 1.500 euro mensili a cui un istituto finanziario conceda un prestito con una rata da 800 euro, omettendo di verificare le banche dati preesistenti. Se il consumatore accede alle tutele del CCII, la finanziaria non potrà opporsi al piano eccependo che la riduzione del proprio credito sia economicamente svantaggiosa, poiché ha attivamente concorso alla determinazione della crisi. 💶

❓ Domande frequenti (FAQ)

La banca può sempre opporsi all’omologazione del piano?

No. Se la banca ha violato le regole sul merito creditizio, la sua opposizione basata sulla non convenienza economica è considerata inammissibile dal giudice.

Cosa accade se il debitore ha colpa grave nel sovraindebitamento?

La condotta del debitore contraria a buona fede o caratterizzata da colpa grave rimane sempre scrutinabile, indipendentemente dalle violazioni dell’istituto finanziario. 🔎

🔍 Punti chiave

Il nuovo 124-bis TUB impone una valutazione del merito creditizio approfondita, proporzionata e nell’interesse del consumatore, per prevenire sovraindebitamento e pratiche di credito irresponsabile.

La violazione del merito creditizio oggi non riguarda più solo un’istruttoria sommaria: è rilevante qualsiasi scostamento dal paradigma del responsible lending.

L’art. 69, co. 2, CCII opera come preclusione selettiva:
– il creditore che ha violato l’art. 124-bis non può opporsi sulla convenienza;
– resta invece ammessa l’opposizione su motivi di legittimità (colpa grave del debitore, requisiti di accesso, fattibilità giuridica).

La giurisprudenza di merito (Cagliari, L’Aquila, Torre Annunziata, Avezzano) conferma che la violazione del merito creditizio rende l’opposizione inammissibile.

La giurisprudenza di legittimità distingue correttamente i due piani di colpa:
– colpa del creditore → preclusione sulla convenienza;
– colpa grave/dolo del debitore → sempre scrutinabile.

Centrale il ruolo dell’OCC, cui l’art. 76 CCII affida la ricostruzione delle cause dell’indebitamento, della diligenza del debitore e della sostenibilità del piano. 🧩

🎯 Riflessioni conclusive

In conclusione, l’art. 69 CCII si dimostra una norma dinamica capace di garantire un equilibrio più giusto, proteggendo il consumatore e responsabilizzando gli intermediari finanziari.

Il perimetro applicativo dello strumento si evolve parallelamente al diritto bancario europeo, rafforzando la funzione educativa e sociale del diritto della crisi. 🌍

Tirando le fila del discorso, desidero evidenziare che le riflessioni espresse in questo post traggono spunto da un recente autorevole articolo della Collega Avv. Monica Mandico, gestore della crisi da sovraindebitamento presso l’OCC dell’Ordine degli avvocati di Napoli e già vice coordinatrice della Commissione di diritto bancario presso il COA di Napoli.

Condivido pienamente la sua approfondita analisi sistematica, specialmente nel punto in cui dimostra come il credito responsabile sia ormai un criterio operativo cogente e non un mero principio astratto.

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📌 Approfondimento Consigliato: Guida al Sovraindebitamento

La gestione delle situazioni di crisi da sovraindebitamento richiede un approccio rigoroso e una profonda conoscenza delle tutele offerte dal legislatore. Al fine di offrire uno strumento operativo chiaro ed esaustivo, si invita alla lettura del contributo completo.

05 luglio 2026

🏛️ Permesso di Soggiorno UE per Soggiornanti di Lungo Periodo: La Guida 2026 al Titolo "Illimitato"

🏛️ Permesso di Soggiorno UE per Soggiornanti di Lungo Periodo: La Guida 2026 al Titolo "Illimitato"

permesso di soggiorno di lungo periodo a cura dell'Avv. Italo Grillo

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, noto in passato come "carta di soggiorno", rappresenta il traguardo più importante per un cittadino extracomunitario prima della cittadinanza. Questo documento autorizza il titolare a risiedere stabilmente in Italia senza la necessità di rinnovi periodici ogni uno o due anni.

🟦 1. I Requisiti Fondamentali per il 2026

Per ottenere questo titolo nel 2026, il richiedente deve soddisfare rigorosi criteri stabiliti dal Testo Unico sull'Immigrazione e dalla normativa europea (Direttiva 2003/109/CE):

  • Residenza Legale: È necessario risiedere regolarmente e ininterrottamente in Italia da almeno 5 anni.
  • Reddito Minimo: Bisogna dimostrare un reddito annuo derivante da fonti lecite pari almeno all'importo dell'assegno sociale, che per il 2026 è di circa €6.542,51 per il solo richiedente (con maggiorazioni in presenza di familiari a carico).
  • Conoscenza della Lingua: È obbligatorio superare un test di lingua italiana di livello A2 presso centri certificatori riconosciuti, salvo casi di esenzione (come il possesso di un diploma conseguito in Italia).
  • Idoneità Alloggiativa: Il richiedente deve esibire un certificato comunale che attesti che l'abitazione rispetta i parametri igienico-sanitari previsti.
  • Requisito di Sicurezza: Non devono sussistere motivi ostativi legati alla sicurezza nazionale o all'ordine pubblico.

🟦 2. Quali sono i Vantaggi?

Rispetto a un permesso ordinario, il lungo periodo garantisce diritti quasi paritari a quelli dei cittadini italiani:

  • Durata Illimitata: Il permesso non scade, anche se la carta fisica deve essere aggiornata ogni 10 anni con nuovi dati biometrici e foto.
  • Libertà Lavorativa: Consente di svolgere qualsiasi attività lavorativa (subordinata o autonoma) senza necessità di richiedere un nulla osta preventivo.
  • Accesso al Welfare: Garantisce la parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni di assistenza sociale, previdenza e cure mediche del SSN.
  • Mobilità UE: Permette di circolare liberamente nell'area Schengen per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni) e facilita l'ingresso in altri Stati membri per motivi di studio o lavoro.

🟦 3. Procedura e Costi 2026

La domanda deve essere presentata tramite il Kit Postale disponibile presso gli uffici di Poste Italiane con sportello "Amico". Per l'anno 2026, il costo complessivo è di €176,46, così ripartito:

  • Contributo di soggiorno: €100,00
  • Stampa del permesso elettronico: €30,46
  • Assicurata postale: €30,00
  • Marca da bollo: €16,00

🟦 4. Protezione dall'Allontanamento

Il titolare di questo permesso gode di una tutela rafforzata contro l'espulsione. Il provvedimento di allontanamento può essere disposto solo in caso di minaccia effettiva e sufficientemente grave per la sicurezza pubblica, a seguito di una valutazione individuale della condotta e dei legami familiari acquisiti sul territorio.

🟦 Perché affidarsi a un avvocato?

Nonostante il diritto allo status di lungo periodo sia riconosciuto dalla legge, una quota significativa di pratiche viene respinta a causa di errori nella compilazione del kit, nella documentazione reddituale o per la mancanza del certificato di idoneità alloggiativa aggiornato. L’assistenza legale garantisce che la domanda sia completa e conforme ai parametri fissati per il 2026, evitando ritardi che in alcune grandi città possono arrivare fino a 180 giorni.

Verifica se hai i requisiti per il permesso illimitato. Contatta lo studio per un'analisi della tua posizione reddituale e per la gestione completa della tua pratica UE.

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Per assistenza in materia di immigrazione, permesso UE di lungo periodo, tutela dei diritti e protezione dei soggetti vulnerabili, puoi richiedere una consulenza qualificata con l’Avv. Italo Grillo e l’Avv. Antonella Squillacioti.

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📌 Approfondimento Consigliato: Diritto dell'Immigrazione

La disciplina normativa che regola l'ingresso, il soggiorno e la tutela dei diritti dei cittadini stranieri presenta profili di elevata complessità tecnica. Per orientarsi con rigore e consapevolezza in questa materia, si suggerisce la consultazione dell'analisi dettagliata.

🛂 Permesso di Soggiorno 2026: La Guida Completa a Rilascio, Rinnovo e Costi

🛂 Permesso di Soggiorno 2026: La Guida Completa a Rilascio, Rinnovo e Costi

permesso di soggiorno 2026 a cura dell'Avv. Italo Grillo

Il permesso di soggiorno è il documento fondamentale che autorizza i cittadini extracomunitari a risiedere e lavorare legalmente in Italia. Disciplinato dal Testo Unico sull'Immigrazione (D.Lgs. 286/1998), questo titolo è legato a specifiche motivazioni (lavoro, famiglia, studio) e ha una durata limitata, fatta eccezione per il permesso di lungo periodo.

🟦 1. La Prima Richiesta: La Regola degli 8 Giorni

Se sei appena entrato in Italia con un visto nazionale per un soggiorno superiore a 90 giorni, hai l'obbligo di richiedere il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso. La domanda si presenta generalmente tramite il Kit Postale disponibile presso gli uffici di Poste Italiane con sportello "Amico".

All'atto della prima domanda, se hai più di 16 anni, dovrai sottoscrivere l’Accordo di Integrazione: un patto con lo Stato basato su un sistema a crediti (conoscenza della lingua, cultura civica) che dovrai mantenere per non rischiare la revoca del titolo.

🟦 2. Tipologie Principali e Durata nel 2026

Nel 2026, le tipologie di permesso più comuni includono:

  • Lavoro Subordinato: legato a un contratto di lavoro, con durata fino a 2 anni.
  • Motivi Familiari: per chi ha effettuato un ricongiungimento o coesione familiare, con durata fino a 2 anni.
  • Studio: per studenti universitari o di corsi di formazione, durata 1 anno rinnovabile.
  • Permesso UE per Soggiornanti di Lungo Periodo: ottenibile dopo 5 anni di residenza legale, ha durata illimitata e garantisce diritti quasi paritari ai cittadini italiani.

🟦 3. Requisiti di Reddito 2026

Per il rilascio o il rinnovo di alcune tipologie di permesso, è necessario dimostrare un reddito minimo basato sull'importo dell'assegno sociale. Per l'anno 2026, le soglie di riferimento sono:

  • Richiedente singolo: €6.947,33 annui.
  • Con 1 familiare a carico: €9.259,77 annui.
  • Con 2 familiari a carico: €11.572,21 annui.

🟦 4. Costi del Kit Postale 2026

Richiedere il permesso di soggiorno comporta dei costi fissi obbligatori:

  • Marca da bollo: €16,00
  • Spedizione assicurata del Kit: €30,00
  • Bollettino per il permesso elettronico (PSE): €30,46
  • Contributo di soggiorno: variabile da €40 (permessi fino a 1 anno) a €100 (lungo periodo).

Il costo totale varia quindi tra €116,46 e €176,46 a seconda della durata del titolo richiesto.

🟦 5. Rinnovo e Conversione

Il rinnovo va richiesto almeno 60 giorni prima della scadenza. Se la domanda è presentata nei termini, la ricevuta postale funge da documento provvisorio, permettendoti di continuare a lavorare e viaggiare (con limitazioni) in attesa del nuovo titolo.

È inoltre possibile convertire il permesso (ad esempio da studio a lavoro) se si possiedono i requisiti, spesso nell'ambito delle quote fissate dal Decreto Flussi.

🟦 Perché rivolgersi a un avvocato?

Errori nella compilazione dei moduli o la mancanza di un solo documento possono causare ritardi di molti mesi o il rigetto della pratica, portando alla condizione di irregolarità. L’assistenza legale garantisce che la tua documentazione sia conforme e ti permette di monitorare correttamente i tempi di rilascio, che nel 2026 variano dai 30 giorni di Bologna ai 180 giorni di Roma.

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📌 Approfondimento Consigliato: Diritto dell'Immigrazione

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👨‍👩‍👧 Ricongiungimento Familiare 2026: La Guida Completa per Riunire la tua Famiglia in Italia

👨‍👩‍👧 Ricongiungimento Familiare 2026: La Guida Completa per Riunire la tua Famiglia in Italia

ricongiungimento familiare 2026 a cura dell'Avv. Italo Grillo

Il diritto all'unità familiare è un pilastro fondamentale del nostro ordinamento, riconosciuto sia dalla Costituzione Italiana (artt. 29-30) che dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 8). A differenza del Decreto Flussi, il ricongiungimento familiare non è soggetto a quote annuali: si tratta di un diritto soggettivo che lo Stato deve garantire ogni qualvolta sussistano i requisiti di legge.

🟦 1. Chi può presentare la domanda?

Il ricongiungimento può essere richiesto dal cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia che sia titolare di un permesso di soggiorno con durata non inferiore a un anno. Tra le tipologie di permesso valide rientrano quelle per lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, motivi religiosi, asilo e protezione sussidiaria.

🟦 2. Quali familiari si possono ricongiungere?

Secondo la normativa vigente nel 2026, è possibile richiedere il nulla osta per:

  • Coniuge non legalmente separato e di età superiore ai 18 anni (inclusi partner di unioni civili).
  • Figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, previo consenso dell'altro genitore.
  • Figli maggiorenni a carico, solo se totalmente invalidi e impossibilitati a provvedere al proprio sostentamento.
  • Genitori a carico con più di 65 anni, se non dispongono di altri figli nel Paese di origine o se questi ultimi non possono sostenerli per gravi motivi di salute.

🟦 3. Requisiti Economici 2026

Il richiedente deve dimostrare di possedere un reddito annuo minimo derivante da fonti lecite. Il calcolo si basa sull'importo dell'assegno sociale, che per il 2026 determina le seguenti soglie:

  • 1 familiare: €8.813,14 annui.
  • 2 familiari: €11.750,85 annui.
  • Per ogni ulteriore familiare: si aggiunge la metà dell'importo dell'assegno sociale.
  • Genitori ultra-65enni: reddito pari almeno al doppio dell’assegno sociale (€11.750,85).

🟦 4. Requisito dell'Alloggio: L'Idoneità Abitativa

Un presupposto indispensabile è la disponibilità di un alloggio conforme ai parametri igienico-sanitari e di superficie previsti dalla normativa regionale. Per attestarlo, è necessario esibire il certificato di idoneità alloggiativa rilasciato dal Comune di residenza, che ha una validità di 6 mesi.

🟦 5. Agevolazioni per i Titolari di Protezione Internazionale

Se sei un rifugiato o un titolare di protezione sussidiaria, la legge prevede importanti deroghe: non è necessario dimostrare il requisito del reddito minimo né quello dell'idoneità alloggiativa per procedere al ricongiungimento dei tuoi familiari.

🟦 6. La Procedura Passo-Passo

Domanda Online: Si invia tramite il Portale ALI del Ministero dell'Interno, accedendo con SPID o CIE.
Rilascio Nulla Osta: Lo Sportello Unico per l'Immigrazione valuta la pratica entro un termine massimo di 180 giorni.
Visto Consolare: Ottenuto il nulla osta, il familiare all'estero ha 6 mesi per richiedere il visto presso il Consolato italiano.
Ingresso e Permesso: Entro 8 giorni lavorativi dall'arrivo in Italia, il familiare deve richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari tramite kit postale.

🟦 Perché affidarsi a un avvocato?

Nonostante sia un diritto, la procedura amministrativa è complessa e un errore nella documentazione o nel calcolo dei redditi può portare al rigetto della domanda. In caso di diniego, è possibile presentare ricorso al Tribunale Ordinario entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

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🏥 Codice STP: cos’è e a cosa serve

Codice STP: cos’è e a cosa serve

codice SPT: il diritto alla salute per gli stranieri a cura dell'Avv. Grillo

Il codice STP, acronimo di “Straniero Temporaneamente Presente”, è lo strumento con cui l’ordinamento italiano garantisce l’accesso alle cure sanitarie agli stranieri non iscritti al SSN e presenti irregolarmente sul territorio. La sua funzione è semplice ma decisiva: impedire che la mancanza di un titolo di soggiorno diventi un ostacolo alla tutela della salute, che la Costituzione e la legge qualificano come diritto fondamentale della persona.

In questo senso, il codice STP rappresenta una delle principali applicazioni del principio di tutela della salute anche per chi non si trova in condizione di regolarità amministrativa.

Fondamento normativo

Il fondamento normativo si trova, in primo luogo, nell’art. 35 del Testo Unico sull’Immigrazione e nell’art. 43 del d.P.R. n. 394/1999, che disciplinano l’assistenza sanitaria agli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno. La disciplina è completata da prassi amministrative e indicazioni ministeriali che hanno chiarito, nel tempo, modalità di rilascio, prestazioni garantite e limiti ai poteri di segnalazione.

Quali cure garantisce

Il possesso del codice STP consente l’accesso alle cure urgenti ed essenziali. Sono urgenti le prestazioni che non possono essere rinviate senza pericolo per la vita o danno per la salute; sono essenziali quelle cure relative a patologie non immediatamente pericolose, ma che, se trascurate, possono peggiorare nel tempo fino a compromettere gravemente la salute della persona.

Accanto a queste prestazioni, l’ordinamento assicura anche gli interventi di profilassi e prevenzione, in particolare per le malattie infettive, oltre alle cure connesse alla tutela della gravidanza, della maternità e della salute dei minori. In altre parole, lo STP non è un semplice codice “emergenziale”, ma uno strumento che consente un accesso minimo e concreto alla protezione sanitaria.

Divieto di segnalazione

Uno degli aspetti più importanti della disciplina riguarda il divieto di segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza. La persona straniera che si presenta a una struttura sanitaria per chiedere assistenza non deve temere, per questo solo fatto, di essere denunciata o segnalata. Il principio è stato ribadito anche in sede amministrativa e costituisce una garanzia essenziale per rendere effettivo l’accesso alle cure.

Il limite resta quello dei casi in cui l’ordinamento impone un referto o una comunicazione obbligatoria, secondo le regole generali applicabili a ogni paziente. Fuori da queste ipotesi, il personale sanitario non deve trasformare la richiesta di cura in un’occasione di controllo dell’immigrazione.

Giurisprudenza e principi applicati

Sul piano giurisprudenziale, la tutela della salute dello straniero irregolare è stata letta in modo coerente con il principio del “nucleo essenziale” dei diritti fondamentali. La Corte costituzionale ha più volte affermato che il diritto alla salute appartiene alla persona in quanto tale e non può essere svuotato dalla condizione amministrativa del soggetto.

In questa prospettiva, la disciplina dello STP si inserisce come strumento di attuazione concreta di un diritto incomprimibile nei suoi contenuti minimi.

Anche la giurisprudenza di merito amministrativa ha valorizzato il carattere non discriminatorio dell’accesso alle prestazioni sanitarie essenziali, soprattutto quando siano in gioco vulnerabilità particolari, come gravidanza, minori, patologie croniche o condizioni di indigenza. In diverse pronunce dei giudici amministrativi, il rilascio e l’uso del codice STP sono stati letti come espressione di un bilanciamento costituzionalmente orientato tra controllo dell’immigrazione e tutela della persona.

Come si ottiene

Il codice STP viene normalmente rilasciato dalla ASL, da un presidio ospedaliero o da altre strutture sanitarie abilitate, al momento della richiesta di assistenza oppure su richiesta dell’interessato. Ha validità limitata nel tempo, di regola sei mesi, ed è rinnovabile se persistono le condizioni che ne giustificano il rilascio.

Si tratta di un codice non nominativo, utilizzato per garantire continuità nelle cure senza esporre la persona a forme di identificazione incompatibili con la finalità sanitaria.

Sul piano pratico, il richiedente deve presentarsi allo sportello STP o all’ufficio anagrafe sanitaria della ASL con un documento identificativo, anche se non in regola con il soggiorno, e con la documentazione sanitaria disponibile. Se la persona non ha mezzi economici sufficienti, può essere richiesta la dichiarazione di indigenza, che consente l’eventuale esenzione dal ticket nei casi previsti dalla disciplina vigente.

Come compilare la richiesta in ASL

In concreto, la richiesta va compilata in modo essenziale e veritiero. È opportuno indicare i dati anagrafici disponibili, lo stato di irregolarità o l’assenza di iscrizione al SSN, il domicilio o il recapito utile per eventuali comunicazioni e il motivo dell’accesso alle cure.

Se la persona non è in grado di pagare le prestazioni, deve essere compilata anche la dichiarazione di indigenza, assumendosene la responsabilità.

Per un uso corretto della pratica, conviene allegare ogni documento utile: eventuale passaporto o documento consolare, referti medici, prescrizioni, esiti di pronto soccorso o certificazioni cliniche pregresse. La richiesta deve essere chiara ma sobria: l’obiettivo non è “dimostrare” il bisogno in senso burocratico, bensì mettere la struttura sanitaria in condizione di rilasciare il codice e garantire l’accesso tempestivo alle cure.

Una tutela da conoscere

Lo STP è uno degli strumenti più significativi del diritto sanitario italiano perché mostra, in modo concreto, che la salute viene prima della posizione amministrativa dello straniero. Per il giurista, ma anche per chi scrive di diritto per un pubblico più ampio, è un tema utile per spiegare come il sistema bilanci legalità, dignità della persona e protezione dei soggetti più fragili.

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