14 febbraio 2022

Suicidio assistito: il farmaco per Mario

⚖️ Suicidio assistito: la svolta nel caso "Mario" ed il farmaco autorizzato dall'ASUR

Cosa imparerai da questo articolo: 

analizzeremo lo storico snodo procedurale sul suicidio assistito in Italia nel caso "Mario", le quattro condizioni di non punibilità stabilite dalla Consulta con la sentenza n. 242/2019, la validazione medico-legale del farmaco eutanasico da parte dell'ASUR Marche e l'urgente necessità di un intervento legislativo ordinario.

Mentre il dibattito etico e politico sul tema del fine vita continua a dividere l'opinione pubblica tra istanze parlamentari e mobilitazioni referendarie, la vicenda giudiziaria di "Mario" ha segnato una svolta epocale per l'ordinamento italiano. Dopo ben sedici mesi di complesse azioni legali, denunce e ricorsi promossi contro l'ASUR Marche, la struttura sanitaria pubblica ha infine rilasciato la relazione tecnica di validazione sul farmaco da impiegare e sulle relative modalità operative di somministrazione.

Questo passaggio rappresenta il tassello conclusivo per rendere concretamente azionabile il diritto all'aiuto alla morte volontaria, superando la fase di mera affermazione di principio ed individuando per la prima volta un protocollo medico-legale applicabile in presenza dei presupposti di legge.

🏛️ Il quadro giurisprudenziale: la sentenza della Consulta ed i requisiti d'accesso

In primo luogo, per comprendere la portata della decisione, occorre richiamare il dictum della sentenza n° 242/2019 della Corte Costituzionale (originata dalla nota vicenda Cappato/DJ Fabo). La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale dell'art. 580 c.p. (Istigazione o aiuto al suicidio), circoscrivendo precise condizioni di non punibilità dell'aiuto prestato a favore di soggetti determinati.

Più precisamente, la pronuncia impone la contestuale verifica di quattro requisiti tassativi: il paziente deve essere mantenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale; deve risultare affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili; deve possedere la piena capacità di assumere decisioni libere e consapevoli; infine, non deve intendersi avvalersi di trattamenti alternativi per la sedazione profonda continuativa. La sussistenza di tali presupposti, attestata nel caso di species dal Comitato Etico territorialmente competente, ha aperto la strada al successivo parere tecnico.

💊 La validazione scientifica del Tiopentone Sodico e la somministrazione

Sullo specifico versante della procedura, il Gruppo tecnico multidisciplinare istituito dall'Azienda Sanitaria — composto da anestesisti, medici legali, farmacologi e dirigenti sanitari — si è espresso all'unanimità in merito all'ordinanza del Tribunale di Ancona. Il collegio ha confermato l'idoneità del principio attivo individuato, il Tiopentone Sodico (nel dosaggio validato tra 3 e 5 grammi per persona adulta), in quanto idoneo a garantire il decesso in modo rapido ed indolore, mediante il meccanismo dell'autosomministrazione per infusione endovenosa.

Nondimeno, va evidenziato come l'estenuante iter giudiziario necessario per giungere a tale risultato metta in luce le diffuse carenze applicative derivanti dall'inerzia del legislatore. La mancanza di una disciplina procedurale chiara e uniforme da parte del Parlamento costringe i malati ed i loro familiari a supportare un doloroso calvario giudiziario ed amministrativo che si somma alla già gravosa condizione di sofferenza interiore.

In conclusione, la definizione del caso "Mario" costituisce un precedente storico di straordinaria rilevanza per la tutela della dignità della persona, evidenziando il ruolo fondamentale delle garanzie costituzionali e giurisdizionali all'interno del nostro Stato di diritto.

Per qualunque approfondimento sui temi dei diritti della persona, del consenso informato e delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) o per richiedere un parere legale in materia penale o civile, è possibile contattare lo Studio Legale ai seguenti recapiti: e-mail avvitalogrillo@gmail.com | WhatsApp 3386395723.

Richiedi una consulenza o un parere legale online

Per orientarti nel sito: