Visualizzazione post con etichetta diritto dell’immigrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritto dell’immigrazione. Mostra tutti i post

05 luglio 2026

🏥 Codice STP: cos’è e a cosa serve

Codice STP: cos’è e a cosa serve

codice SPT: il diritto alla salute per gli stranieri a cura dell'Avv. Grillo

Il codice STP, acronimo di “Straniero Temporaneamente Presente”, è lo strumento con cui l’ordinamento italiano garantisce l’accesso alle cure sanitarie agli stranieri non iscritti al SSN e presenti irregolarmente sul territorio. La sua funzione è semplice ma decisiva: impedire che la mancanza di un titolo di soggiorno diventi un ostacolo alla tutela della salute, che la Costituzione e la legge qualificano come diritto fondamentale della persona.

In questo senso, nel diritto dell'immigrazione, il codice STP rappresenta una delle principali applicazioni del principio di tutela della salute anche per chi non si trova in condizione di regolarità amministrativa.

Fondamento normativo

Il fondamento normativo si trova, in primo luogo, nell’art. 35 del Testo Unico sull’Immigrazione e nell’art. 43 del d.P.R. n. 394/1999, che disciplinano l’assistenza sanitaria agli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno. La disciplina è completata da prassi amministrative e indicazioni ministeriali che hanno chiarito, nel tempo, modalità di rilascio, prestazioni garantite e limiti ai poteri di segnalazione.

Quali cure garantisce

Il possesso del codice STP consente l’accesso alle cure urgenti ed essenziali. Sono urgenti le prestazioni che non possono essere rinviate senza pericolo per la vita o danno per la salute; sono essenziali quelle cure relative a patologie non immediatamente pericolose, ma che, se trascurate, possono peggiorare nel tempo fino a compromettere gravemente la salute della persona.

Accanto a queste prestazioni, l’ordinamento assicura anche gli interventi di profilassi e prevenzione, in particolare per le malattie infettive, oltre alle cure connesse alla tutela della gravidanza, della maternità e della salute dei minori. In altre parole, lo STP non è un semplice codice “emergenziale”, ma uno strumento che consente un accesso minimo e concreto alla protezione sanitaria.

Divieto di segnalazione

Uno degli aspetti più importanti della disciplina riguarda il divieto di segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza. La persona straniera che si presenta a una struttura sanitaria per chiedere assistenza non deve temere, per questo solo fatto, di essere denunciata o segnalata. Il principio è stato ribadito anche in sede amministrativa e costituisce una garanzia essenziale per rendere effettivo l’accesso alle cure.

Il limite resta quello dei casi in cui l’ordinamento impone un referto o una comunicazione obbligatoria, secondo le regole generali applicabili a ogni paziente. Fuori da queste ipotesi, il personale sanitario non deve trasformare la richiesta di cura in un’occasione di controllo dell’immigrazione.

Giurisprudenza e principi applicati

Sul piano giurisprudenziale, la tutela della salute dello straniero irregolare è stata letta in modo coerente con il principio del “nucleo essenziale” dei diritti fondamentali. La Corte costituzionale ha più volte affermato che il diritto alla salute appartiene alla persona in quanto tale e non può essere svuotato dalla condizione amministrativa del soggetto.

In questa prospettiva, la disciplina dello STP si inserisce come strumento di attuazione concreta di un diritto incomprimibile nei suoi contenuti minimi.

Anche la giurisprudenza di merito amministrativa ha valorizzato il carattere non discriminatorio dell’accesso alle prestazioni sanitarie essenziali, soprattutto quando siano in gioco vulnerabilità particolari, come gravidanza, minori, patologie croniche o condizioni di indigenza. In diverse pronunce dei giudici amministrativi, il rilascio e l’uso del codice STP sono stati letti come espressione di un bilanciamento costituzionalmente orientato tra controllo dell’immigrazione e tutela della persona.

Come si ottiene

Il codice STP viene normalmente rilasciato dalla ASL, da un presidio ospedaliero o da altre strutture sanitarie abilitate, al momento della richiesta di assistenza oppure su richiesta dell’interessato. Ha validità limitata nel tempo, di regola sei mesi, ed è rinnovabile se persistono le condizioni che ne giustificano il rilascio.

Si tratta di un codice non nominativo, utilizzato per garantire continuità nelle cure senza esporre la persona a forme di identificazione incompatibili con la finalità sanitaria.

Sul piano pratico, il richiedente deve presentarsi allo sportello STP o all’ufficio anagrafe sanitaria della ASL con un documento identificativo, anche se non in regola con il soggiorno, e con la documentazione sanitaria disponibile. Se la persona non ha mezzi economici sufficienti, può essere richiesta la dichiarazione di indigenza, che consente l’eventuale esenzione dal ticket nei casi previsti dalla disciplina vigente.

Come compilare la richiesta in ASL

In concreto, la richiesta va compilata in modo essenziale e veritiero. È opportuno indicare i dati anagrafici disponibili, lo stato di irregolarità o l’assenza di iscrizione al SSN, il domicilio o il recapito utile per eventuali comunicazioni e il motivo dell’accesso alle cure.

Se la persona non è in grado di pagare le prestazioni, deve essere compilata anche la dichiarazione di indigenza, assumendosene la responsabilità.

Per un uso corretto della pratica, conviene allegare ogni documento utile: eventuale passaporto o documento consolare, referti medici, prescrizioni, esiti di pronto soccorso o certificazioni cliniche pregresse. La richiesta deve essere chiara ma sobria: l’obiettivo non è “dimostrare” il bisogno in senso burocratico, bensì mettere la struttura sanitaria in condizione di rilasciare il codice e garantire l’accesso tempestivo alle cure.

Una tutela da conoscere

Lo STP è uno degli strumenti più significativi del diritto sanitario italiano perché mostra, in modo concreto, che la salute viene prima della posizione amministrativa dello straniero. Per il giurista, ma anche per chi scrive di diritto per un pubblico più ampio, è un tema utile per spiegare come il sistema bilanci legalità, dignità della persona e protezione dei soggetti più fragili.

📞 Contatta lo Studio Legale Squillacioti & Grillo

Per assistenza in materia di immigrazione, tutela della salute, rilascio del codice STP e protezione dei soggetti vulnerabili, puoi richiedere una consulenza qualificata con l’Avv. Italo Grillo e l’Avv. Antonella Squillacioti.

Email: avvitalogrillo@gmail.com
Cell / WhatsApp / Telegram: 3386395723

🔗 Richiedi una consulenza online

Puoi inviare la tua richiesta direttamente tramite il nostro servizio dedicato:
➤ Consulenze e pareri online – Studio Legale Squillacioti & Grillo

📚 Approfondisci il tema

Per ulteriori contenuti sul diritto dell’immigrazione, tutele e strumenti di protezione, visita:
➤ Il diritto dell’immigrazione – Fondamenti, tutele e strumenti di protezione

⚖️ Benvenuti sul Portale delle Guide Legali

Lo Studio Legale Squillacioti & Grillo è lieto di presentarvi una piattaforma interamente dedicata all'informazione e alla divulgazione giuridica. Il nostro obiettivo è rendere il diritto accessibile e chiaro per il cittadino, offrendo approfondimenti rigorosi e tutele pratiche nelle principali aree tematiche:

  • 🌍 Diritto dell'immigrazione
  • 🏢 Diritto condominiale
  • ⚖️ Aste telematiche ed esecuzioni
  • 🛡️ Diritti del consumatore e della privacy
  • 📋 Successioni e pianificazione ereditaria
  • 📉 Sovraindebitamento e gestione della crisi

Visita il Portale delle Guide Legali

📌 Approfondimento Consigliato: Diritto dell'Immigrazione

La disciplina normativa che regola l'ingresso, il soggiorno e la tutela dei diritti dei cittadini stranieri presenta profili di elevata complessità tecnica. Per orientarsi con rigore e consapevolezza in questa materia, si suggerisce la consultazione dell'analisi dettagliata.

📌 Approfondimenti e Guide Operative sul Diritto dell'Immigrazione

Per comprendere i requisiti di lungo soggiorno e le tutele previste per la stabilizzazione sul territorio, si suggerisce la consultazione del focus sul Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo .

In continuità con il quadro normativo aggiornato, merita attenzione la disamina completa presente nella Guida completa al permesso di soggiorno 2026 .

Sul versante dell'unità familiare e delle relative procedure amministrative, è opportuno esaminare le indicazioni dettagliate su La guida pratica al ricongiungimento familiare 2026 .

Sotto il profilo della tutela del diritto alla salute per i cittadini stranieri non in regola con il soggiorno, si rinvia alla spiegazione operativa su Cos'è e a cosa serve il Codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) .

Infine, per comprendere i passaggi e le condizioni che consentono il mutamento del titolo di soggiorno per motivi di studio, si consiglia la lettura de La conversione del permesso di soggiorno per studio in lavoro .


Studio Legale Squillacioti - Grillo
Per consulenze e assistenza legale: ✉️ avvitalogrillo@gmail.com | 📲 WhatsApp: 3386395723

Per orientarti nel sito:

10 marzo 2021

I rifugiati ambientali: tra diritto internazionale e Cassazione

🌱 I rifugiati ambientali: tra diritto internazionale e la svolta della Cassazione

Cosa imparerai da questo articolo sul diritto dell'immigrazione: analizzeremo l'evoluzione concettuale dei "rifugiati ambientali", i limiti della tutela nel diritto internazionale pattizio e lo storico approdo della Corte di Cassazione (sentenza n. 5022/2021) sul riconoscimento della protezione umanitaria di fronte a devastazioni ambientali e mutamenti climatici.

Nel dibattito giuridico contemporaneo è divenuto ormai improrogabile confrontarsi con le nozioni di “profughi ambientali”, “eco-profughi” e “rifugiati ambientali”. Il termine fu coniato originariamente negli anni Settanta da Lester Brown, fondatore del Worldwatch Institute. Successivamente, nel 1985, Essam El-Hinnawi (UNEP) ha definito tali soggetti come coloro che sono costretti ad abbandonare temporaneamente o permanentemente le proprie abitazioni a causa di sconvolgimenti naturali o antropici che mettono in grave pericolo la loro esistenza o qualità della vita.

“I rifugiati ambientali sono persone che non possono più garantirsi mezzi sicuri di sostentamento nelle loro terre d’origine principalmente a causa di fattori ambientali di portata inconsueta, quali siccità, desertificazione, erosione del suolo e cambiamenti climatici, non avendo alternative al cercare sostentamento altrove.” (Norman Myers)

Sotto il profilo dottrinale, la qualificazione giuridica proposta dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) distingue opportunamente tra emergenze a insorgenza rapida (inondazioni, frane, terremoti) ed eventi a insorgenza lenta (desertificazione, salinizzazione). In questo contesto, si parla specificamente di profughi climatici quando gli eventi ambientali sono direttamente riconducibili all’impatto delle attività umane e dell’industrializzazione.

📜 Il quadro internazionale: Convenzione del 1994 e Accordo di Parigi

Nel diritto internazionale pattizio, il legame inscindibile tra mutamenti ambientali e flussi migratori è stato formalmente evidenziato nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la Desertificazione (1994), ove si riconosce la correlazione tra siccità, povertà e spostamenti forzati di popolazioni. Allo stesso modo, il preambolo dell’Accordo di Parigi (2015) richiama gli Stati membri al rispetto dei diritti umani, con espresso riferimento ai soggetti particolarmente vulnerabili agli effetti avversi del climate change.

Nondimeno, va rilevato che né la Convenzione del 1994 né gli Accordi di Parigi del 2015 garantiscono uno status formale di protezione o asilo in favore di chi è costretto a migrare a causa del degrado ecologico, lasciando scoperto un fondamentale bisogno di tutela.

⚖️ La svolta della Suprema Corte: la sentenza n. 5022/2021

A colmare questo vuoto interpretativo è intervenuta la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con la fondamentale sentenza n. 5022/2021. Pronunciandosi in materia di protezione umanitaria in favore di un richiedente asilo proveniente dal Delta del Niger — area notoriamente devastata da decenni di sversamenti petroliferi —, la Suprema Corte ha ridefinito i contorni della dignità umana esigibile.

Nello specifico, gli Ermellini hanno stabilito che la valutazione del “nucleo ineliminabile costitutivo dello statuto della dignità personale” non deve limitarsi alla verifica di un conflitto armato, ma deve estendersi a qualsiasi contesto idoneo ad azzerare o comprimere i diritti fondamentali alla vita e all'autodeterminazione. Tra questi rientrano espressamente le ipotesi di disastro ambientale (ex art. 452-quater c.p.), i cambiamenti climatici e lo sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.

In conclusione, richiamando anche gli orientamenti del Comitato Diritti Umani ONU (caso n. 2728/2016), la Cassazione ha riaffermato che il divieto di rimpatrio opera di fronte a qualunque rischio reale di danno irreparabile. Il diritto fondamentale ad un'esistenza dignitosa impone una nozione di pericolo che non può più prescindere dalla salvaguardia dell'ambiente e della vita umana.

Per qualunque approfondimento sulle tematiche della protezione internazionale, del diritto dell'immigrazione o per richiedere una consulenza legale mirata, è possibile contattare lo Studio ai seguenti recapiti: e-mail avvitalogrillo@gmail.com | WhatsApp 3386395723.

Richiedi una consulenza o un parere legale online

Per orientarti nel sito: