Codice STP: cos’è e a cosa serve
Il codice STP, acronimo di “Straniero Temporaneamente Presente”, è lo strumento con cui l’ordinamento italiano garantisce l’accesso alle cure sanitarie agli stranieri non iscritti al SSN e presenti irregolarmente sul territorio. La sua funzione è semplice ma decisiva: impedire che la mancanza di un titolo di soggiorno diventi un ostacolo alla tutela della salute, che la Costituzione e la legge qualificano come diritto fondamentale della persona.
In questo senso, nel diritto dell'immigrazione, il codice STP rappresenta una delle principali applicazioni del principio di tutela della salute anche per chi non si trova in condizione di regolarità amministrativa.
Fondamento normativo
Il fondamento normativo si trova, in primo luogo, nell’art. 35 del Testo Unico sull’Immigrazione e nell’art. 43 del d.P.R. n. 394/1999, che disciplinano l’assistenza sanitaria agli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno. La disciplina è completata da prassi amministrative e indicazioni ministeriali che hanno chiarito, nel tempo, modalità di rilascio, prestazioni garantite e limiti ai poteri di segnalazione.
Quali cure garantisce
Il possesso del codice STP consente l’accesso alle cure urgenti ed essenziali. Sono urgenti le prestazioni che non possono essere rinviate senza pericolo per la vita o danno per la salute; sono essenziali quelle cure relative a patologie non immediatamente pericolose, ma che, se trascurate, possono peggiorare nel tempo fino a compromettere gravemente la salute della persona.
Accanto a queste prestazioni, l’ordinamento assicura anche gli interventi di profilassi e prevenzione, in particolare per le malattie infettive, oltre alle cure connesse alla tutela della gravidanza, della maternità e della salute dei minori. In altre parole, lo STP non è un semplice codice “emergenziale”, ma uno strumento che consente un accesso minimo e concreto alla protezione sanitaria.
Divieto di segnalazione
Uno degli aspetti più importanti della disciplina riguarda il divieto di segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza. La persona straniera che si presenta a una struttura sanitaria per chiedere assistenza non deve temere, per questo solo fatto, di essere denunciata o segnalata. Il principio è stato ribadito anche in sede amministrativa e costituisce una garanzia essenziale per rendere effettivo l’accesso alle cure.
Il limite resta quello dei casi in cui l’ordinamento impone un referto o una comunicazione obbligatoria, secondo le regole generali applicabili a ogni paziente. Fuori da queste ipotesi, il personale sanitario non deve trasformare la richiesta di cura in un’occasione di controllo dell’immigrazione.
Giurisprudenza e principi applicati
Sul piano giurisprudenziale, la tutela della salute dello straniero irregolare è stata letta in modo coerente con il principio del “nucleo essenziale” dei diritti fondamentali. La Corte costituzionale ha più volte affermato che il diritto alla salute appartiene alla persona in quanto tale e non può essere svuotato dalla condizione amministrativa del soggetto.
In questa prospettiva, la disciplina dello STP si inserisce come strumento di attuazione concreta di un diritto incomprimibile nei suoi contenuti minimi.
Anche la giurisprudenza di merito amministrativa ha valorizzato il carattere non discriminatorio dell’accesso alle prestazioni sanitarie essenziali, soprattutto quando siano in gioco vulnerabilità particolari, come gravidanza, minori, patologie croniche o condizioni di indigenza. In diverse pronunce dei giudici amministrativi, il rilascio e l’uso del codice STP sono stati letti come espressione di un bilanciamento costituzionalmente orientato tra controllo dell’immigrazione e tutela della persona.
Come si ottiene
Il codice STP viene normalmente rilasciato dalla ASL, da un presidio ospedaliero o da altre strutture sanitarie abilitate, al momento della richiesta di assistenza oppure su richiesta dell’interessato. Ha validità limitata nel tempo, di regola sei mesi, ed è rinnovabile se persistono le condizioni che ne giustificano il rilascio.
Si tratta di un codice non nominativo, utilizzato per garantire continuità nelle cure senza esporre la persona a forme di identificazione incompatibili con la finalità sanitaria.
Sul piano pratico, il richiedente deve presentarsi allo sportello STP o all’ufficio anagrafe sanitaria della ASL con un documento identificativo, anche se non in regola con il soggiorno, e con la documentazione sanitaria disponibile. Se la persona non ha mezzi economici sufficienti, può essere richiesta la dichiarazione di indigenza, che consente l’eventuale esenzione dal ticket nei casi previsti dalla disciplina vigente.
Come compilare la richiesta in ASL
In concreto, la richiesta va compilata in modo essenziale e veritiero. È opportuno indicare i dati anagrafici disponibili, lo stato di irregolarità o l’assenza di iscrizione al SSN, il domicilio o il recapito utile per eventuali comunicazioni e il motivo dell’accesso alle cure.
Se la persona non è in grado di pagare le prestazioni, deve essere compilata anche la dichiarazione di indigenza, assumendosene la responsabilità.
Per un uso corretto della pratica, conviene allegare ogni documento utile: eventuale passaporto o documento consolare, referti medici, prescrizioni, esiti di pronto soccorso o certificazioni cliniche pregresse. La richiesta deve essere chiara ma sobria: l’obiettivo non è “dimostrare” il bisogno in senso burocratico, bensì mettere la struttura sanitaria in condizione di rilasciare il codice e garantire l’accesso tempestivo alle cure.
Una tutela da conoscere
Lo STP è uno degli strumenti più significativi del diritto sanitario italiano perché mostra, in modo concreto, che la salute viene prima della posizione amministrativa dello straniero. Per il giurista, ma anche per chi scrive di diritto per un pubblico più ampio, è un tema utile per spiegare come il sistema bilanci legalità, dignità della persona e protezione dei soggetti più fragili.
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Per comprendere i requisiti di lungo soggiorno e le tutele previste per la stabilizzazione sul territorio, si suggerisce la consultazione del focus sul Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo .
In continuità con il quadro normativo aggiornato, merita attenzione la disamina completa presente nella Guida completa al permesso di soggiorno 2026 .
Sul versante dell'unità familiare e delle relative procedure amministrative, è opportuno esaminare le indicazioni dettagliate su La guida pratica al ricongiungimento familiare 2026 .
Sotto il profilo della tutela del diritto alla salute per i cittadini stranieri non in regola con il soggiorno, si rinvia alla spiegazione operativa su Cos'è e a cosa serve il Codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) .
Infine, per comprendere i passaggi e le condizioni che consentono il mutamento del titolo di soggiorno per motivi di studio, si consiglia la lettura de La conversione del permesso di soggiorno per studio in lavoro .
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