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sabato 17 gennaio 2026

📌 Voltura catastale e accettazione tacita dell’eredità: quando un atto fiscale diventa civilistico

📌 Voltura catastale e accettazione tacita dell’eredità: quando un atto fiscale diventa civilistico

Scopri quando la voltura catastale equivale ad accettazione tacita dell’eredità secondo l’art. 476 c.c. e la giurisprudenza recente.

Nel diritto italiano, l’accettazione dell’eredità non deve necessariamente essere espressa in modo formale. Può avvenire anche in modo tacito, attraverso comportamenti che rivelano chiaramente la volontà di subentrare nella posizione del defunto. Uno di questi comportamenti è la richiesta di voltura catastale da parte del chiamato all’eredità 🏠.

⚖️ Cosa dice il Codice Civile

L’articolo 476 c.c. stabilisce che costituisce accettazione tacita ogni atto che il soggetto non avrebbe il diritto di compiere se non in qualità di erede. In questo contesto, la voltura catastale – pur essendo un adempimento fiscale – assume rilievo civilistico se accompagnata dal possesso dei beni ereditari. In altre parole, se il chiamato all’eredità richiede la voltura e nel frattempo possiede i beni, sta esercitando in modo inequivocabile i diritti successori 🧾➡️👤.

🏛️ Il caso deciso dal Tribunale di Perugia

Una recente sentenza del Tribunale di Perugia (Sez. II, n. 1271 del 21 ottobre 2025) ha affrontato proprio questo tema. Una creditrice aveva avviato una procedura esecutiva immobiliare contro una debitrice, ma parte degli immobili pignorati provenivano da successione ereditaria. La procedura era bloccata per mancanza di continuità nelle trascrizioni 📉.

La creditrice ha allora chiesto al giudice di accertare l’intervenuta accettazione tacita dell’eredità, dimostrando che la debitrice aveva richiesto la voltura catastale e mantenuto il possesso degli immobili per diversi anni. Il Tribunale ha accolto la domanda, riconoscendo tali condotte come atti concludenti di accettazione tacita ✅. Ha dichiarato la debitrice erede pura e semplice e ordinato la trascrizione della sentenza, ripristinando così la continuità necessaria per l’esecuzione immobiliare 🧩.

📚 Cosa possiamo imparare

Questo caso dimostra come un atto apparentemente tecnico e fiscale possa avere conseguenze giuridiche rilevanti. La voltura catastale, se accompagnata dal possesso dei beni, può trasformarsi in una vera e propria accettazione dell’eredità. È quindi fondamentale valutare con attenzione ogni comportamento successorio, anche quelli che sembrano “solo” burocratici 🧐.

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mercoledì 14 gennaio 2026

Ordinanza di delega: la lex specialis della vendita forzata

Ordinanza di delega: la lex specialis della vendita forzata


Benvenuti! Nel nostro spazio dedicato alle esecuzioni immobiliari, oggi approfondiamo un passaggio chiave della procedura esecutiva immobiliare: l’Ordinanza di delega prevista dall’art. 591-bis c.p.c. Si tratta del provvedimento con cui il giudice affida le operazioni di vendita di un immobile pignorato a un professionista abilitato (avvocato, notaio o commercialista).

🎥 Guarda il video:


 

📌 Nel video vengono analizzati:

  • Funzione dell’ordinanza: atto centrale che regola la vendita, vincolando delegato e parti come lex specialis.

  • Contenuti essenziali:

    • Designazione del professionista delegato

    • Termini e modalità della vendita

    • Regole di gara

    • Obblighi di pubblicità sul Portale delle Vendite Pubbliche (PVP)

  • Ruolo del delegato: ausiliario del giudice con poteri definiti e limiti precisi.

  • Implicazioni operative: responsabilità del delegato, coordinamento con il custode, trasparenza e tutela degli interessi delle parti.

🔗 Contenuti correlati:

  • Il decreto di trasferimento: effetti e formalità

  • La liberazione dell’immobile pignorato

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Continua a seguirci per altri contenuti su diritto civile, esecuzioni immobiliari e tutela del cittadino.

sabato 10 gennaio 2026

Cessazione del mantenimento per figli maggiorenni: Sentenza Tribunale di Potenza 2025 — autosufficienza economica e decorrenza

Cessazione del mantenimento per figli maggiorenni: Sentenza Tribunale di Potenza 2025 — autosufficienza economica e decorrenza

Un’immagine simbolica e professionale che rappresenta il complesso tema del mantenimento dei figli maggiorenni in Italia. La composizione include una bilancia della giustizia in equilibrio precario, il martelletto del giudice appoggiato su codici giuridici recanti le scritte "Tribunale" e "Corte di Cassazione", e una pergamena con il testo "Sentenza Mantenimento Figli Maggiorenni". Sullo sfondo, la silhouette di una famiglia separata evoca le dinamiche del diritto di famiglia. Studio Legale Squillacioti & Grillo


Il Tribunale di Potenza ha accolto la richiesta del padre e ha dichiarato cessato l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento a favore delle sue due figlie, entrambe maggiorenni, ritenute ormai economicamente autosufficienti: la decisione prende effetto dalla pubblicazione della sentenza n°2523/2025, con camera di consiglio del 18.11.2025 e pubblicazione del 30.11.2025 ✅. 

Il provvedimento si fonda sull’accertamento della concreta indipendenza economica delle figlie — tra cui la trasformazione dei rapporti di lavoro in contratti a tempo indeterminato e il completamento dei percorsi formativi — e sulla valutazione che, per il “figlio adulto”, il diritto al mantenimento richiede una prova rigorosa dell’effettiva necessità.

Perché ha vinto il genitore: criteri giuridici

La decisione si fonda su due pilastri: prova rigorosa dell’autosufficienza e principio di autoresponsabilità del figlio adulto. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per il figlio maggiorenne, l’onere probatorio grava sul richiedente e richiede dimostrazione non solo della mancanza di indipendenza economica ma anche dell’impegno nella formazione e nella ricerca attiva di lavoro; per il “figlio adulto” la prova è particolarmente rigorosa.

Dottrina e orientamenti recenti

La dottrina sottolinea che il mantenimento del figlio maggiorenne conserva una funzione educativa ma si limita al tempo necessario per il raggiungimento di un’autonoma collocazione lavorativa; il giudice valuta età, percorso formativo, concrete opportunità occupazionali e comportamento del figlio nella ricerca di lavoro. 

L’insegnamento della Cassazione del 2023 (cfr. Cassazione civile, sez. I, sentenza, 20 settembre 2023 n. 26875 Cassazione civile, sez. I, ordinanza, 31 luglio 2023 n. 23133ha quindi rafforzato il principio secondo cui il diritto al mantenimento non è indefinito e richiede prova attiva da parte del beneficiario (questa la massima: In tema di mantenimento del figlio maggiorenne non ancora autosufficiente economicamente, l’onere della prova delle condizioni sulle quali si fonda il diritto al mantenimento è a carico del richiedente, e verte sulla circostanza di aver il ‘figlio adulto’ curato, con ogni possibile impegno, la propria preparazione professionale e di essersi, con lo stesso precipuo impegno, attivato nella ricerca di un lavoro; in conseguenza, il figlio che abbia portato a termine il percorso formativo, in ragione del principio di autoresponsabilità sarà particolarmente rigorosa la prova a suo carico delle circostanze, oggettive e subiettive, che possono giustificare il mancato conseguimento di una collocazione lavorativa.”).

Implicazioni pratiche per i genitori, i figli e gli avvocati 👩‍⚖️👨‍⚖️

Per il genitore che chiede la cessazione: raccogliere documenti sul reddito delle figlie, contratti di lavoro, estratti conto e prove di autosufficienza.

Per il figlio che chiede di mantenere l’assegno: dimostrare l’impegno formativo e la ricerca attiva di lavoro; la mera età non basta.

Per l’avvocato: costruire un fascicolo probatorio solido e aggiornato, tenendo conto della giurisprudenza di legittimità recente.

Rischi e criticità

Prova insufficiente del reddito o della stabilità lavorativa può portare al rigetto.

Rapporti familiari deteriorati (es. interruzione dei contatti) non esonerano automaticamente dall’onere probatorio.

La valutazione resta discrezionale: giudici diversi possono ponderare in modo differente gli stessi elementi, perciò la strategia probatoria è cruciale.

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venerdì 9 gennaio 2026

📚 Manuale introduttivo alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa (CNC)

Manuale introduttivo alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa (CNC)

La Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa (CNC) è uno strumento innovativo introdotto dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza per aiutare le aziende in difficoltà a prevenire l’insolvenza e favorire il risanamento.

In questo manuale, curato dall’Avv. Italo Grillo, vengono analizzati i presupposti di accesso, il ruolo dell’esperto indipendente, le misure protettive e premiali, fino alle vie d’uscita in caso di esito negativo.

NOVITÀ

📘 Manuale completo sulla Composizione Negoziata
È disponibile un approfondimento esteso scritto dall’Avv. Italo Grillo, con spiegazioni operative, schemi, esempi e riferimenti normativi. Il manuale è acquistabile su Amazon al prezzo di € 2,70.

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mercoledì 7 gennaio 2026

⚖️ Divisione Ereditaria e Rimborsi: Cosa Dice la Cassazione? 🏡

⚖️ Divisione Ereditaria e Rimborsi: Cosa Dice la Cassazione? 🏡


Un caso interessante dalla Corte di Cassazione (sent. 3 novembre 2025 n. 29035) che fa chiarezza su come dividere le spese tra fratelli o coeredi quando si scioglie la comunione su un bene.
💰 Miglioramenti Fatti da un Coerede: Chi Paga?
Se uno dei comproprietari o coeredi ha fatto delle migliorie al bene comune in via esclusiva (senza il consenso degli altri), non può chiedere un'indennità basata sull'aumento di valore dell'immobile.
 * ✅ Ha diritto al rimborso delle spese sostenute, ma solo in quanto mandatario o utile gestore degli altri, secondo il principio nominalistico (cioè la somma spesa effettivamente, non il valore attuale).
 * ⚠️ Importante: Queste spese (migliorie e conservazione) devono essere considerate nella stima del bene comune e nella liquidazione delle quote per la divisione!
🧑‍⚖️ Il Caso dei Due Fratelli
Nel caso specifico, due fratelli comproprietari di un immobile, dopo una causa per sciogliere la comunione, hanno visto la Cassazione confermare:
 * Rimborso Spese: Deve avvenire secondo il principio nominalistico (costo storico), e non secondo l'aumento di valore.
 * Divisione: Tutte le spese di miglioramento e conservazione devono essere considerate nel calcolo della divisione.
In sintesi: Se investi nel bene comune da solo, la legge ti rimborsa quello che hai speso (nominalistico), ma non ti riconosce l'aumento di valore che ne deriva, perché quelle spese fanno parte della divisione complessiva.
Hai mai affrontato una divisione ereditaria o di comunione? Cosa ne pensi di questa decisione?
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Per approfondire puoi chiedere una consulenza legale on line o visitare la pagina sui diritti di famiglia.


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