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lunedì 29 dicembre 2025

🎓 Corte Costituzionale: green pass e obbligo vaccinale legittimi – sintesi della sentenza 199/2025

La sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale segna la chiusura del capitolo sulle principali misure adottate durante l’emergenza Covid-19. La Consulta ha confermato la legittimità del green pass nei luoghi di lavoro e dell’obbligo vaccinale per gli over 50, riconoscendo al legislatore un ampio margine di intervento in situazioni straordinarie, purché fondato su evidenze scientifiche e criteri di proporzionalità.

Nel suo ragionamento, la Corte ha valorizzato il bilanciamento tra diritti individuali e tutela della salute pubblica, sottolineando come, in contesti emergenziali, possano essere previsti limiti anche incisivi alle libertà personali, se finalizzati a proteggere la collettività e se circoscritti nel tempo. La decisione assume quindi un rilievo che va oltre il solo caso pandemico, offrendo una chiave di lettura generale sul ruolo del diritto costituzionale nelle crisi.

Il commento approfondito analizza le motivazioni della sentenza, il quadro normativo di riferimento e le implicazioni pratiche per cittadini, operatori e professionisti del diritto, proponendo una riflessione sul rapporto tra garanzie costituzionali e responsabilità collettiva.

Leggi l’articolo completo con testo integrale della sentenza

L’articolo completo, con analisi estesa e sentenza integrale, è disponibile sul sito WordPress dello Studio Legale Squillacioti & Grillo.

sabato 27 dicembre 2025

🔒 La tutela della privacy dei minori negli asili nido (Parte II)

Privacy dei minori nelle strutture educative: analisi giuridica del Garante

Nel nostro spazio dedicato al diritto digitale e alla protezione dei dati, approfondiamo la Parte II del tema sulla privacy dei minori nelle strutture educative. L’articolo esamina il provvedimento del Garante e i principi giuridici che regolano il trattamento dei dati personali dei bambini.

📌 Punti chiave dell’articolo:

  • Consenso dei genitori: requisito fondamentale per la raccolta e l’utilizzo dei dati dei minori, con attenzione alla trasparenza e alla corretta informazione.

  • Interesse superiore del minore: principio cardine che guida ogni decisione, imponendo alle strutture di privilegiare la tutela del bambino rispetto ad altri interessi.

  • Basi legali del trattamento: liceità, necessità e proporzionalità come criteri di riferimento per scuole e asili.

  • Ruolo del Garante: vigilanza e indirizzo sulle pratiche educative, con provvedimenti che chiariscono obblighi e responsabilità.

  • Implicazioni pratiche: formazione degli operatori, adozione di misure di sicurezza, rispetto delle linee guida europee (GDPR).

  • Prospettive: rafforzamento della cultura della protezione dei dati e maggiore consapevolezza nelle comunità educative.

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sabato 20 dicembre 2025

🔐 La tutela della privacy negli asili nido (Parte I)

🏛 Privacy dei minori nelle strutture educative: il caso dell’asilo nido

Nel nostro spazio dedicato al diritto e alla società, affrontiamo un tema delicato e di grande rilevanza: la tutela della privacy dei minori nelle strutture educative. L’articolo analizza un caso concreto riguardante un asilo nido e il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali.

📌 Punti chiave dell’articolo:

  • Centralità della privacy dei minori: i bambini sono soggetti particolarmente vulnerabili e meritano una protezione rafforzata.

  • Il caso dell’asilo nido: segnalazioni e criticità emerse nella gestione dei dati personali dei piccoli iscritti.

  • Provvedimento del Garante: chiarisce obblighi e limiti per le strutture educative, imponendo misure di sicurezza e correttezza nel trattamento dei dati.

  • Principi fondamentali: liceità, trasparenza, minimizzazione dei dati e tutela dell’interesse superiore del minore.

  • Implicazioni pratiche: responsabilità dei dirigenti scolastici e degli operatori, necessità di formazione e consapevolezza.

  • Prospettive future: rafforzamento delle linee guida e maggiore attenzione alla protezione dei dati in ambito educativo.

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mercoledì 17 dicembre 2025

📱 Prove digitali a portata di click: gli screenshot valgono in giudizio

Copertina editoriale con titolo in evidenza ‘Screenshot in tribunale: la Cassazione li riconosce come prove documentali’. Grafica moderna in blu e grigio, con dispositivo digitale e icone di check che richiamano la validità probatoria degli screenshot.. Avv. Italo Grillo, Lauria, Basilicata


Prove digitali a portata di click: gli screenshot valgono in giudizio

Gli screenshot sono pienamente utilizzabili come prova documentale, sia nel processo penale che nel processo civile secondo la giurisprudenza della Cassazione. Non è richiesto alcun adempimento formale per la loro acquisizione, purché siano leggibili e pertinenti.

Nel mondo digitale, gli screenshot sono diventati strumenti fondamentali per documentare fatti, conversazioni e contenuti online. Ma possono essere usati come prova in giudizio? La risposta è sì, e lo conferma una serie di pronunce della Corte di Cassazione, che ne ha riconosciuto la piena legittimità e utilizzabilità.

⚖️ Cosa dice la giurisprudenza

  • Cass. pen., Sez. V, n. 39792 del 10 dicembre 2025: ha ribadito che è «legittima l’acquisizione come documento di una pagina di un “social network” mediante la realizzazione di una fotografia istantanea dello schermo (“screenshot”) di un dispositivo elettronico sul quale la stessa è visibile».

  • Cass. pen., Sez. VII, ord. n. 5400/2025 e Cass. pen., Sez. V, n. 12062/2021: confermano che «non è richiesto alcun adempimento specifico per questa attività, che consiste semplicemente nel fotografare uno schermo», e che «non vi è alcuna differenza tra una tale fotografia e quella di qualsiasi altro oggetto».

  • Cass. pen., Sez. III, n. 8332/2019: ha chiarito che «non vi è alcuna illegittimità nella realizzazione di una fotografia dello schermo di un supporto informatico sul quale compaiano messaggi di testo, allo scopo di acquisirne la documentazione».

  • Cass. civ., Sez. II, n. 1254/2025: nel processo civile, ha affermato che «i messaggi WhatsApp e gli ‘sms’ conservati nella memoria di un telefono cellulare sono utilizzabili quale prova documentale e, dunque, possono essere legittimamente acquisiti mediante la mera riproduzione fotografica».

  • Cass. pen., Sez. IV, n. 31878/2025: ha stabilito che le chat di WhatsApp sono “corrispondenza” e non possono essere acquisite dalla polizia giudiziaria tramite screenshot senza decreto di sequestro.

  • Cass. pen., Sez. VI, n. 1269/2025: ha posto limiti all’acquisizione della messaggistica istantanea, ribadendo che serve il consenso o un provvedimento autorizzativo per accedere ai contenuti del dispositivo.

  • Cass. pen., n. 34212/2024 (fonte: Fabiano Lex): ha confermato che gli screenshot hanno «pieno valore di prova documentale, anche se presentati direttamente dalle parti».

📌 Principi consolidati

  • Legittimità: gli screenshot sono equiparati a fotografie e non richiedono formalità.

  • Utilizzabilità: sono validi se prodotti da uno dei partecipanti alla conversazione.

  • Limiti: se acquisiti da terzi (es. polizia giudiziaria), serve decreto di sequestro.

  • Attendibilità: è consigliabile verificarne provenienza e integrità, specie in caso di contestazioni.

🛠️ Applicazioni pratiche

  • Diffamazione online

  • Contratti e condizioni digitali

  • Conversazioni via WhatsApp, SMS, email

  • Prove di accesso abusivo o stalking

🖋️ Conclusione

La Cassazione ha tracciato un quadro chiaro: gli screenshot sono prove documentali legittime, purché rispettino i criteri di pertinenza, leggibilità e provenienza. Sono strumenti semplici ma potenti, che permettono di documentare il digitale con la stessa forza del cartaceo.

📣 Call to Action: Sezione Guide

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sabato 13 dicembre 2025

👭 Congedo obbligatorio di paternità nelle coppie omosessuali femminili (Parte II)

👭👪 Congedo obbligatorio di paternità: la decisiva pronuncia della Consulta

Nel nostro spazio dedicato al diritto di famiglia e ai diritti civili, analizziamo la recente e storica decisione della Corte Costituzionale sul congedo obbligatorio di paternità. La Consulta ha riconosciuto la necessità di estendere questa tutela anche alle coppie omosessuali femminili, segnando un passo decisivo verso la piena uguaglianza genitoriale.

📌 Punti chiave dell’articolo:

  • La pronuncia della Consulta: dichiarata l’illegittimità della normativa che escludeva le coppie omosessuali femminili dal congedo obbligatorio di paternità.

  • Principio di uguaglianza: ribadito il diritto del minore a godere di pari tutela indipendentemente dalla composizione familiare.

  • Impatto pratico: la decisione apre la strada a un’applicazione uniforme del congedo, garantendo pari diritti e doveri a entrambe le madri.

  • Valore simbolico e giuridico: la Consulta rafforza il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali nel sistema giuridico italiano.

  • Prospettive future: la pronuncia sollecita ulteriori interventi legislativi per colmare le lacune normative e consolidare la parità genitoriale.

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🎓 Corte Costituzionale: green pass e obbligo vaccinale legittimi – sintesi della sentenza 199/2025

La sentenza n. 199/2025 della Corte Costituzionale segna la chiusura del capitolo sulle principali misure adottate durante l’emergen...