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sabato 10 gennaio 2026

Cessazione del mantenimento per figli maggiorenni: Sentenza Tribunale di Potenza 2025 — autosufficienza economica e decorrenza

Cessazione del mantenimento per figli maggiorenni: Sentenza Tribunale di Potenza 2025 — autosufficienza economica e decorrenza

Un’immagine simbolica e professionale che rappresenta il complesso tema del mantenimento dei figli maggiorenni in Italia. La composizione include una bilancia della giustizia in equilibrio precario, il martelletto del giudice appoggiato su codici giuridici recanti le scritte "Tribunale" e "Corte di Cassazione", e una pergamena con il testo "Sentenza Mantenimento Figli Maggiorenni". Sullo sfondo, la silhouette di una famiglia separata evoca le dinamiche del diritto di famiglia. Studio Legale Squillacioti & Grillo


Il Tribunale di Potenza ha accolto la richiesta del padre e ha dichiarato cessato l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento a favore delle sue due figlie, entrambe maggiorenni, ritenute ormai economicamente autosufficienti: la decisione prende effetto dalla pubblicazione della sentenza n°2523/2025, con camera di consiglio del 18.11.2025 e pubblicazione del 30.11.2025 ✅. 

Il provvedimento si fonda sull’accertamento della concreta indipendenza economica delle figlie — tra cui la trasformazione dei rapporti di lavoro in contratti a tempo indeterminato e il completamento dei percorsi formativi — e sulla valutazione che, per il “figlio adulto”, il diritto al mantenimento richiede una prova rigorosa dell’effettiva necessità.

Perché ha vinto il genitore: criteri giuridici

La decisione si fonda su due pilastri: prova rigorosa dell’autosufficienza e principio di autoresponsabilità del figlio adulto. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per il figlio maggiorenne, l’onere probatorio grava sul richiedente e richiede dimostrazione non solo della mancanza di indipendenza economica ma anche dell’impegno nella formazione e nella ricerca attiva di lavoro; per il “figlio adulto” la prova è particolarmente rigorosa.

Dottrina e orientamenti recenti

La dottrina sottolinea che il mantenimento del figlio maggiorenne conserva una funzione educativa ma si limita al tempo necessario per il raggiungimento di un’autonoma collocazione lavorativa; il giudice valuta età, percorso formativo, concrete opportunità occupazionali e comportamento del figlio nella ricerca di lavoro. 

L’insegnamento della Cassazione del 2023 (cfr. Cassazione civile, sez. I, sentenza, 20 settembre 2023 n. 26875 Cassazione civile, sez. I, ordinanza, 31 luglio 2023 n. 23133ha quindi rafforzato il principio secondo cui il diritto al mantenimento non è indefinito e richiede prova attiva da parte del beneficiario (questa la massima: In tema di mantenimento del figlio maggiorenne non ancora autosufficiente economicamente, l’onere della prova delle condizioni sulle quali si fonda il diritto al mantenimento è a carico del richiedente, e verte sulla circostanza di aver il ‘figlio adulto’ curato, con ogni possibile impegno, la propria preparazione professionale e di essersi, con lo stesso precipuo impegno, attivato nella ricerca di un lavoro; in conseguenza, il figlio che abbia portato a termine il percorso formativo, in ragione del principio di autoresponsabilità sarà particolarmente rigorosa la prova a suo carico delle circostanze, oggettive e subiettive, che possono giustificare il mancato conseguimento di una collocazione lavorativa.”).

Implicazioni pratiche per i genitori, i figli e gli avvocati 👩‍⚖️👨‍⚖️

Per il genitore che chiede la cessazione: raccogliere documenti sul reddito delle figlie, contratti di lavoro, estratti conto e prove di autosufficienza.

Per il figlio che chiede di mantenere l’assegno: dimostrare l’impegno formativo e la ricerca attiva di lavoro; la mera età non basta.

Per l’avvocato: costruire un fascicolo probatorio solido e aggiornato, tenendo conto della giurisprudenza di legittimità recente.

Rischi e criticità

Prova insufficiente del reddito o della stabilità lavorativa può portare al rigetto.

Rapporti familiari deteriorati (es. interruzione dei contatti) non esonerano automaticamente dall’onere probatorio.

La valutazione resta discrezionale: giudici diversi possono ponderare in modo differente gli stessi elementi, perciò la strategia probatoria è cruciale.

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