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09 luglio 2026

📘 La bozza di Circolare dell’Agenzia delle Entrate sul Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Il codice della crisi e dell'insolvenza a cura dell'Avv. Italo Grillo

📘 La bozza di Circolare dell’Agenzia delle Entrate sul Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

L'emanazione della Parte I della bozza di circolare dell'Agenzia delle Entrate, attualmente in consultazione pubblica, rappresenta il completamento del quadro interpretativo affrontato anche con la Parte II in materia di sovraindebitamento e delinea la nuova architettura del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).

Il documento analizza il radicale cambio di paradigma del diritto concorsuale italiano: il passaggio da un sistema punitivo e liquidatorio a un modello orientato alla prevenzione e alla salvaguardia del valore aziendale e della continuità.

📚 Sezione I: Nuovi Paradigmi e Obblighi di Prevenzione

🔹 1. Il superamento del concetto di "Fallimento" (Art. 2 CCII)

Il Codice sostituisce la parola "fallimento" con "liquidazione giudiziale" e introduce definizioni tecniche cruciali per intercettare il declino prima che diventi irreversibile.

La "Crisi": Definita come lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza, manifestandosi con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei dodici mesi successivi.

L'Insolvenza: Rimane lo stato terminale in cui il debitore non può più soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Mutamento di paradigma: La crisi diventa il presupposto per attivare gli strumenti di allerta, spostando il focus sulla probabilità di insolvenza piuttosto che sull'insolvenza conclamata.

🔹 2. Assetti Organizzativi e Segnali di Allerta (Art. 3 CCII)

L'imprenditore (individuale o collettivo) ha il dovere di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa.

Funzione: Gli assetti devono servire alla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.

Segnali Tipizzati: Il Correttivo-bis ha introdotto indici specifici che l'impresa deve monitorare, come debiti per retribuzioni scaduti da oltre 30 giorni o esposizioni bancarie scadute da oltre 60 giorni che superino il 5% del totale.

Obbligo di Agire: Una volta intercettati i segnali, l'imprenditore deve attivarsi "senza indugio" per adottare uno degli strumenti previsti per il recupero della continuità.

📂 Sezione II: La Composizione Negoziata (Artt. 12-25 CCII)

🔹 1. Identikit dello Strumento

La Composizione Negoziata della Crisi (CNC) non è una procedura concorsuale, ma un percorso stragiudiziale e riservato attivabile su base esclusivamente volontaria dall'imprenditore.

Obiettivo: Favorire il risanamento dell'impresa quando questo risulta "ragionevolmente perseguibile".

L'Esperto Indipendente: È la figura centrale, un facilitatore terzo (nominato dalla Camera di Commercio) incaricato di agevolare le trattative tra debitore e creditori.

Accesso Semplificato: Le imprese possono effettuare un test pratico sulla piattaforma telematica per verificare il grado di difficoltà e la sostenibilità del risanamento.

🔹 2. Misure Protettive e Cautelari (Artt. 18-19 CCII)

Per proteggere le trattative, l'imprenditore può chiedere l'applicazione di misure che impediscano ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive (c.d. stay).

Nessun Automatismo: A differenza del passato, le misure richiedono una specifica istanza e la conferma da parte del Tribunale entro tempi brevissimi.

Durata Massima: Le misure protettive non possono superare complessivamente i 240 giorni.

💼 Sezione III: I Nuovi Istituti Giudiziali

🔹 1. Il Piano di Ristrutturazione soggetto a Omologazione (PRO - Art. 64-bis)

Rappresenta la novità più "coraggiosa" del Codice, recependo la Direttiva Insolvency.

Deroga alla Priorità: Se tutte le classi di creditori approvano il piano all'unanimità, il valore può essere distribuito anche in deroga all'ordine delle cause legittime di prelazione (c.d. Relative Priority Rule).

Destinazione: È uno strumento volto primariamente alla continuità aziendale (diretta o indiretta) e non alla mera liquidazione atomistica.

🔹 2. Il Concordato Semplificato (Art. 25-sexies)

Si configura come l'extrema ratio per l'imprenditore che ha tentato senza successo la composizione negoziata.

Caratteristiche: Procedura puramente liquidatoria che non prevede il voto dei creditori.

Vaglio del Giudice: Il Tribunale omologa se la proposta non arreca pregiudizio ai creditori rispetto alla liquidazione giudiziale e assicura un'utilità a ciascun creditore.

⚖️ Sezione IV: Il Trattamento dei Crediti Tributari

🔹 1. Transazione Fiscale nella CNC (Art. 23 comma 2-bis)

Il Correttivo-ter ha introdotto la possibilità di concludere un accordo transattivo con le Agenzie fiscali direttamente durante le trattative della composizione negoziata.

Requisito di Convenienza: La proposta deve essere accompagnata dalla relazione di un professionista indipendente che ne attesti la convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale.

Falcidia IVA: Dopo ampi dibattiti, si ritiene ammissibile il pagamento parziale dell'IVA se supportato da un'attestazione di migliore soddisfazione del credito rispetto all'alternativa liquidatoria.

🔹 2. Il Cram-down Fiscale (Artt. 63 e 88)

Viene confermato il potere del Tribunale di omologare forzosamente gli accordi di ristrutturazione o i concordati anche in mancanza di adesione dell'Amministrazione Finanziaria, se il suo voto è determinante e la proposta è conveniente.

🗂 Schede di Sintesi Operativa

🔹 1. Per l'Imprenditore "In Bonis"

Focus: Prevenzione. È obbligatorio dotarsi di strumenti contabili che prevedano la cassa a 12 mesi.

Vantaggio: Intercettare la crisi permette di accedere alle misure premiali (riduzione sanzioni e interessi al tasso legale) della composizione negoziata.

🔹 2. Per i Gruppi di Imprese

Novità: Il Codice disciplina per la prima volta la crisi di gruppo in modo unitario.

Gestione: Possibilità di presentare un unico ricorso, con un piano unitario e un unico commissario giudiziale, mantenendo però le masse attive e passive separate.

🔹 3. Per l'Amministrazione Finanziaria

Ruolo: Gli Uffici devono garantire una collaborazione leale e rispondere tempestivamente alle richieste degli OCC e degli esperti.

Verifiche: In sede di PRO o Concordato Semplificato, l'Agenzia deve sempre verificare la non deteriorità del trattamento rispetto allo scenario fallimentare.

📝 In conclusione

La Circolare Parte I conferma che il nuovo diritto della crisi non è più "fallimentare" ma "gestionale". La tempestività dell'emersione della crisi, supportata da un dialogo trasparente con il fisco e i creditori, è l'unica via per evitare la disgregazione dei complessi aziendali e favorire il rilancio economico.

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27 gennaio 2026

Dieci cose da sapere sui principi di comportamento dell’Esperto nella Composizione Negoziata

Dieci cose da sapere sui principi di comportamento dell’Esperto nella Composizione Negoziata

L’immagine rappresenta in stile illustrativo moderno una scena simbolica della Composizione Negoziata della crisi d’impresa. Al centro, un tavolo rotondo riunisce tre figure distinte: l’imprenditore, due creditori e l’Esperto indipendente.

La Composizione Negoziata è uno degli strumenti più innovativi introdotti dal Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza in materia di sovraindebitamento. È un percorso volontario, rapido e riservato, pensato per aiutare l’imprenditore a prevenire l’insolvenza attraverso un confronto strutturato con i creditori. Al centro di questo processo c’è una figura chiave: l’Esperto indipendente, chiamato a facilitare le trattative e a verificare la ragionevolezza del piano di risanamento.

A gennaio 2026 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, insieme alla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, ha pubblicato una bozza aggiornata dei Principi di comportamento dell’Esperto, ora in consultazione pubblica. È un documento molto atteso, perché raccoglie l’esperienza maturata nei primi anni di applicazione dell’istituto e offre una guida chiara per chi opera sul campo.

In questo articolo analizziamo le novità più rilevanti, con un linguaggio semplice e orientato alla pratica.

Perché un aggiornamento nel 2026

L’aggiornamento nasce da tre esigenze principali: allineare i Principi alle modifiche del Codice della Crisi, entrato definitivamente in vigore; integrare le indicazioni del decreto dirigenziale del 21 marzo 2023, oggi in fase di revisione; recepire la prassi applicativa, che ha evidenziato punti di forza e criticità del modello originario. Il risultato è un documento più maturo, più operativo e più vicino alle esigenze reali di imprese, creditori e professionisti.

Chi ha scritto il documento e a chi si rivolge

La bozza è stata redatta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, con il contributo della Commissione di studio “Composizione negoziata”. È pensata principalmente per gli Esperti, che trovano standard operativi chiari e aggiornati; per gli imprenditori e i loro advisor, che possono comprendere meglio ruolo e limiti dell’Esperto; per i creditori, soprattutto banche e amministrazioni pubbliche, chiamati a partecipare alle trattative; per le Camere di Commercio, responsabili delle nomine; e per i magistrati, che interagiscono con l’Esperto nei procedimenti sulle misure protettive. In altre parole, è un documento che parla a tutto l’ecosistema della crisi d’impresa.

Le 10 cose da sapere sui nuovi Principi

1. L’Esperto non è un attestatore

Il documento ribadisce che l’Esperto non certifica il piano: ne valuta la coerenza e facilita il dialogo. Si tratta di un ruolo diverso, più negoziale e meno peritale, centrato sulla gestione del processo e non sulla mera verifica tecnica.

2. La terzietà è il cuore dell’incarico

L’Esperto deve essere indipendente non solo nei fatti, ma anche nelle percezioni. Non deve esistere alcun rapporto pregresso o interesse, diretto o indiretto, che possa minare la fiducia delle parti. È una terzietà attiva, non neutrale: l’Esperto interviene per riequilibrare le asimmetrie informative e richiamare le parti alla buona fede e alla collaborazione.

3. L’analisi preliminare è più strutturata

Il documento chiarisce che l’Esperto deve verificare la non manifesta inidoneità del progetto di piano, analizzando dati, ipotesi, flussi e linee di intervento. La check-list del decreto dirigenziale diventa un riferimento metodologico essenziale per valutare completezza, coerenza e sostenibilità delle soluzioni prospettate.

4. Il Test pratico non è vincolante, ma utile

Il Test pratico serve a orientare l’imprenditore e a fornire all’Esperto un primo quadro della situazione. Non sostituisce il giudizio professionale, ma può evidenziare aree di criticità o di attenzione che meritano approfondimento.

5. Il dialogo con organo di controllo e revisore è obbligatorio

Quando presenti, sindaci e revisori diventano interlocutori fondamentali per comprendere la storia della crisi, la qualità dei sistemi aziendali e le eventuali segnalazioni già emerse. Lo scambio informativo con questi soggetti contribuisce a costruire un quadro più completo e attendibile della situazione dell’impresa.

6. Le trattative devono essere documentate

Verbali, scambi informativi e incontri devono essere adeguatamente tracciati. La documentazione delle trattative è un presidio di trasparenza, tutela l’Esperto da contestazioni future e consente di ricostruire il percorso negoziale in modo chiaro e verificabile.

7. I pareri dell’Esperto sono più dettagliati

Il documento dedica ampio spazio ai pareri che l’Esperto è chiamato a rendere su misure protettive, trasferimento d’azienda, finanziamenti prededucibili, contratti divenuti eccessivamente onerosi e stima dello scenario liquidatorio. Si tratta di pareri tecnici, che non hanno natura di attestazione, ma che incidono in modo significativo sulle decisioni delle parti e del giudice.

8. L’Esperto vigila sulla gestione, ma non autorizza gli atti

L’Esperto non è un organo di controllo in senso stretto e non autorizza gli atti di gestione. Tuttavia, se l’imprenditore compie atti pregiudizievoli per i creditori o incoerenti con il percorso di risanamento, l’Esperto deve segnalarli per iscritto e può iscrivere il proprio dissenso nel Registro delle Imprese. È una funzione di vigilanza “leggera”, ma molto significativa.

9. La Composizione Negoziata di gruppo ha regole più chiare

Il documento disciplina in modo più dettagliato la gestione delle crisi di gruppo: dall’analisi delle interdipendenze tra le società, alla verifica delle operazioni infragruppo, fino alla conduzione unitaria o coordinata delle trattative e alla redazione di una relazione finale unitaria. È un passo avanti importante per affrontare situazioni complesse in modo coerente.

10. La relazione finale diventa un documento strutturato

La relazione finale dell’Esperto non è più un semplice resoconto descrittivo, ma una sintesi ragionata del percorso svolto, dei pareri resi, delle trattative condotte e dell’esito complessivo della Composizione Negoziata. Diventa uno strumento centrale di trasparenza e di responsabilità.

Perché questo aggiornamento è importante

La Composizione Negoziata è uno strumento giovane, che ha bisogno di regole chiare e di una prassi uniforme per funzionare davvero. Questa bozza di Principi va esattamente in questa direzione: rafforza la professionalità dell’Esperto, chiarisce i confini del suo ruolo e rende più trasparente l’intero percorso. È un passo avanti importante per trasformare la Composizione Negoziata da strumento sperimentale a strumento maturo e affidabile per la gestione della crisi d’impresa.

NOVITÀ

📘 Manuale completo sulla Composizione Negoziata
È disponibile un approfondimento esteso scritto dall’Avv. Italo Grillo, con spiegazioni operative, schemi, esempi e riferimenti normativi. Il manuale è acquistabile su Amazon al prezzo di € 2,70.

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09 gennaio 2026

📚 Manuale introduttivo alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa (CNC)

Manuale introduttivo alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa (CNC)

Composizione negoziata della crisi


La costante evoluzione della materia del sovraindebitamento, dei mercati e le recenti riforme del diritto societario impongono un cambio di paradigma: la gestione della tensione finanziaria non deve più coincidere con la paralisi dell’attività, ma con la tempestiva adozione di idonei assetti organizzativi e negoziali. In quest’ottica, la Composizione Negoziata della Crisi (CNC) — introdotta nell’alveo del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) e in sintonia con la Direttiva UE Insolvency — rappresenta uno strumento stragiudiziale primario per prevenire l’insolvenza e preservare il valore dell’avviamento aziendale.

In questo manuale, curato dall’Avv. Italo Grillo, vengono analizzati i presupposti di accesso, il ruolo dell’esperto indipendente, le misure protettive e premiali, fino alle vie d’uscita in caso di esito negativo.

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21 novembre 2025

Imprese in crisi: novità dalla manovra 2026

Imprese in crisi: novità dalla Manovra 2026

Imprese in crisi: novità dalla Manovra 2026


Cosa imparerai da questo articolo: analizzeremo le importanti novità introdotte dalla Manovra di Bilancio 2026 in materia di ristrutturazione dei debiti fiscali e contributivi. Vedremo la sinergia strategica tra la nuova rottamazione ed il Codice della crisi d'impresa, gli impatti sulla continuità aziendale e i profili di non punibilità penale-tributaria.

In primo luogo, occorre evidenziare che il nuovo Disegno di Legge di Bilancio 2026 (art. 23) rilancia la quinta edizione della rottamazione fiscale e contributiva. La misura introduce condizioni decisamente più favorevoli rispetto a quelle previste nel 2022, offrendo pagamenti dilazionati e nuove concrete opportunità per gli imprenditori intenzionati a risanare ed a rilanciare la propria attività economica.

💡 La sinergia tra sanatoria e Codice della crisi d’impresa

La vera novità di questa manovra risiede nella possibilità di combinare la sanatoria con la transazione fiscale prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n° 14/2019). Tale binomio apre scenari di estremo interesse per le aziende che, pur versando in una situazione di esposizione debitoria, mantengono concrete prospettive di ripresa e di continuità aziendale.

Nello specifico, merita attenzione il fatto che l'operatività congiunta di tali strumenti consente di conseguire obiettivi fondamentali per la tutela dell'impresa:

In primo luogo, si ottiene una significativa riduzione e/o dilazione dei debiti iscritti a ruolo nei confronti dell'Erario e degli enti previdenziali (INPS). In secondo luogo, risulta possibile coordinare la sanatoria con i piani di ristrutturazione, con i concordati preventivi e con la composizione negoziata della crisi. Da ciò deriva che la protezione della continuità aziendale e il riequilibrio dei flussi di cassa diventano traguardi concretamente perseguibili.

⚖️ I riflessi sui reati tributari e la strategia di risanamento

Sul versante penalistico, va sottolineato che, qualora nel testo definitivo venisse confermata la causa speciale di non punibilità per specifici reati tributari — quali l’omesso versamento dell'IVA e delle ritenute —, tale norma produrrebbe effetti diretti ed immediati anche sui procedimenti penali attualmente pendenti.

In conclusione, per le imprese in difficoltà la questione centrale non riguarda soltanto la scelta se aderire o meno alle misure agevolative, ma richiede un passaggio metodologico accurato: integrare la sanatoria, la transazione fiscale e il piano complessivo di rilancio in una visione strategica unitaria ed efficamente coordinata.

Insieme ai colleghi Angelica Iannitelli e Cosimo Pastoressa, lo Studio Legale sta approfondendo il tema per offrire soluzioni mirate e concrete alle realtà aziendali che intendo cogliere questa opportunità.

Per qualsiasi chiarimento, consulenza o valutazione del caso specifico, è possibile contattare lo Studio Legale ai recapiti: e-mail avvitalogrillo@gmail.com | WhatsApp 3386395723.

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