Imprese in crisi: novità dalla Manovra 2026
Cosa imparerai da questo articolo: analizzeremo le importanti novità introdotte dalla Manovra di Bilancio 2026 in materia di ristrutturazione dei debiti fiscali e contributivi. Vedremo la sinergia strategica tra la nuova rottamazione ed il Codice della crisi d'impresa, gli impatti sulla continuità aziendale e i profili di non punibilità penale-tributaria.
In primo luogo, occorre evidenziare che il nuovo Disegno di Legge di Bilancio 2026 (art. 23) rilancia la quinta edizione della rottamazione fiscale e contributiva. La misura introduce condizioni decisamente più favorevoli rispetto a quelle previste nel 2022, offrendo pagamenti dilazionati e nuove concrete opportunità per gli imprenditori intenzionati a risanare ed a rilanciare la propria attività economica.
💡 La sinergia tra sanatoria e Codice della crisi d’impresa
La vera novità di questa manovra risiede nella possibilità di combinare la sanatoria con la transazione fiscale prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n° 14/2019). Tale binomio apre scenari di estremo interesse per le aziende che, pur versando in una situazione di esposizione debitoria, mantengono concrete prospettive di ripresa e di continuità aziendale.
Nello specifico, merita attenzione il fatto che l'operatività congiunta di tali strumenti consente di conseguire obiettivi fondamentali per la tutela dell'impresa:
In primo luogo, si ottiene una significativa riduzione e/o dilazione dei debiti iscritti a ruolo nei confronti dell'Erario e degli enti previdenziali (INPS). In secondo luogo, risulta possibile coordinare la sanatoria con i piani di ristrutturazione, con i concordati preventivi e con la composizione negoziata della crisi. Da ciò deriva che la protezione della continuità aziendale e il riequilibrio dei flussi di cassa diventano traguardi concretamente perseguibili.
⚖️ I riflessi sui reati tributari e la strategia di risanamento
Sul versante penalistico, va sottolineato che, qualora nel testo definitivo venisse confermata la causa speciale di non punibilità per specifici reati tributari — quali l’omesso versamento dell'IVA e delle ritenute —, tale norma produrrebbe effetti diretti ed immediati anche sui procedimenti penali attualmente pendenti.
In conclusione, per le imprese in difficoltà la questione centrale non riguarda soltanto la scelta se aderire o meno alle misure agevolative, ma richiede un passaggio metodologico accurato: integrare la sanatoria, la transazione fiscale e il piano complessivo di rilancio in una visione strategica unitaria ed efficamente coordinata.
Insieme ai colleghi Angelica Iannitelli e Cosimo Pastoressa, lo Studio Legale sta approfondendo il tema per offrire soluzioni mirate e concrete alle realtà aziendali che intendo cogliere questa opportunità.
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