Dal referendum sull'eutanasia legale alla infoline sul fine vita. Le battaglie dell'Associazione Coscioni
Il processo Trentini e l’inerzia del Parlamento
Nel giorno di apertura del processo di appello contro Marco Cappato e Mina Welby per l’aiuto prestato a Davide Trentini, malato di sclerosi multipla che nel 2017 ricorse al suicidio assistito in Svizzera, è dovere civile denunciare la perdurante inattività del Parlamento italiano. Nonostante due richiami della Corte Costituzionale, il Legislatore continua a sottrarsi al compito di disciplinare il fine vita.
Il referendum per l’eutanasia legale
L’inerzia politica produce sofferenza e viola libertà fondamentali. Per questo l’Associazione Luca Coscioni, dopo anni di disobbedienza civile, ha scelto la via referendaria. Durante una riunione straordinaria del Consiglio generale, è stato deciso il deposito del quesito referendario per la parziale abrogazione dell’art. 579 c.p. (“omicidio del consenziente”), mantenendo le aggravanti per la tutela delle persone fragili.
Il 20 aprile il quesito è stato depositato in Cassazione. Dal 1° luglio al 30 settembre 2021 dovranno essere raccolte 500.000 firme. L’obiettivo è distinguere l’aiuto al suicidio dall’eutanasia e depenalizzare quest’ultima, oggi vietata dalla fattispecie di omicidio del consenziente.
Le dichiarazioni di Cappato e il confronto con il Governo
Marco Cappato ha dichiarato che è arrivato il momento di far decidere i cittadini: il Parlamento non ha discusso nemmeno un minuto la proposta di legge sull’eutanasia legale, depositata otto anni fa. Senza il referendum, il tema rischia di essere ignorato ancora per molti anni.
Nei giorni scorsi la Ministra della Giustizia Marta Cartabia ha incontrato Filomena Gallo e Marco Cappato, dopo una lettera inviata al Governo sulla necessità di interventi urgenti in materia di fine vita. L’Associazione ha denunciato il mancato rispetto della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale, che indica l’iter per accedere al suicidio assistito.
Le criticità emerse durante la pandemia
Durante l’incontro con la Ministra Cartabia sono state evidenziate altre criticità: l’assenza di dati disaggregati sulla pandemia, la difficoltà di utilizzare strumenti digitali per la raccolta firme e la necessità di garantire pieno accesso ai diritti costituzionali di iniziativa popolare.
Il sostegno di +Europa e la libertà negata
Simona Viola, Presidente di +Europa, ha ricordato che la libertà di decidere sul proprio fine vita è oggi negata o esercitata di nascosto, accessibile solo a chi può permettersi un viaggio in Svizzera. Dopo anni di richieste ignorate, il referendum è l’unico strumento rimasto.
Il Numero Bianco: la prima infoline sul fine vita
L’Associazione Luca Coscioni ha lanciato il Numero Bianco (06 9931 3409), la prima infoline nazionale gratuita sui diritti nel fine vita. Il servizio, coordinato da Valeria Imbrogno e Matteo Mainardi, offre informazioni chiare e supporto grazie a oltre 20 volontari formati e affiancati da professionisti.