26 ottobre 2026

Relazione Garante Privacy 2025: Diritto di Cronaca, Social Media, AI e Cyberbullismo

Relazione Garante Privacy 2025: Diritto di Cronaca, Social Media, AI e Cyberbullismo 

Relazione Garante Privacy 2025: Diritto di Cronaca, Social Media, AI e Cyberbullismo


📌 Cosa imparerai in questo articolo:

L'analisi della Relazione Annuale del Garante per la protezione dei dati personali offre una panoramica precisa sul delicato equilibrio tra innovazione tecnologica, libertà di stampa e tutela dei diritti inviolabili. Scoprirai come si applica il diritto all'oblio, quali limiti sussistono per i datori di lavoro sui social media e quali strumenti giuridici proteggono i minori dal cyberbullismo.

💡 L'impatto della transizione digitale e la centralità della persona

Per comprendere appieno la portata delle trasformazioni tecnologiche che attraversano la nostra società, è necessario muovere da una disamina rigorosa del quadro istituzionale e normativo vigente.

La Relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali offre un osservatorio privilegiato sull’attività svolta dall’Autorità per governare una complessità sociale e digitale sempre più pervasiva.

In continuità con questo indirizzo, la funzione consultiva esercitata nei confronti del Parlamento e del Governo si è rivelata determinante per conformare l’ordinamento interno agli standard europei, inclusi quelli delineati dall’AI Act.

Il principio cardine rimane la centralità della persona, ponendo la tutela della riservatezza e della dignità umana al centro delle sfide della cybersicurezza e della transizione digitale.

📰 Libertà d'informazione e riservatezza: il bilanciamento del Garante

In primo luogo, il dovere di cronaca e la ricerca della verità dei fatti devono costantemente bilanciarsi con il rispetto dei diritti inviolabili dell'individuo.

Il trattamento dei dati personali per finalità informative si fonda sul principio dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di specifico interesse pubblico.

Minori e soggetti vulnerabili

L'ordinamento impone una protezione rafforzata; la divulgazione di dati anagrafici o visivi idonei a identificare minori coinvolti in fatti di cronaca è severamente sanzionata.

Dati giudiziari

Viene stigmatizzata la spettacolarizzazione del processo e l’esibizione di persone ritratte in manette o in condizioni di degrado.

Diritto all'oblio e deindicizzazione

Il diritto all'oblio non costituisce una conseguenza automatica dell’espiazione della pena, ma presuppone la sopravvenuta carenza di un interesse pubblico attuale alla notizia.

Ne consegue il dovere per gli editori di provvedere tempestivamente all’aggiornamento delle notizie giudiziarie.

Modello "Pay or OK"

La prassi di condizionare la fruizione dei contenuti online alla sottoscrizione di un abbonamento o al rilascio del consenso alla profilazione evidenzia uno squilibrio contrattuale che limita una scelta pienamente libera.

📱 Social media, intelligenza artificiale e relazioni di lavoro

Passando ora al profilo relativo alle piattaforme di condivisione, i social media rappresentano un terreno complesso in cui la sovraesposizione informativa pone urgenti quesiti di tutela.

Nello specifico, l'utilizzo di dati pubblici da parte di multinazionali tech per l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale generativa ha richiesto l'intervento delle Autorità europee per garantire trasparenza ed effettivi strumenti di opposizione (opt-out).

Sul versante del rapporto di lavoro, la mera accessibilità pubblica di un dato sui social network non ne legittima il libero riutilizzo da parte del datore di lavoro. È illecito l'impiego di commenti pubblicati in gruppi chiusi o messaggi privati per muovere contestazioni disciplinari, poiché la persona conserva un'inviolabile aspettativa di riservatezza.

🛡️ Cyberbullismo e tutela dei minori nello spazio virtuale

Un ulteriore livello di analisi riguarda il contrasto al cyberbullismo e alla diffusione non consensuale di materiale intimo (revenge porn ex art. 144-bis Codice Privacy).

In virtù della Legge n. 71/2017, il Garante dispone della facoltà di ordinare ai gestori delle piattaforme l'oscuramento, la rimozione o il blocco tempestivo delle pagine lesive.

Negli ambienti scolastici, resta fermo l'obbligo di tutelare l'anonimato dei minori coinvolti in fatti di bullismo, come ribadito nel vademecum istituzionale "La scuola a prova di privacy".

❓ Domande Frequenti (FAQ)

Un datore di lavoro può sanzionare un dipendente per un post pubblicato sui social?

No, se le informazioni provengono da comunicazioni private, gruppi chiusi o riguardano opinioni e fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale.

Come funziona la richiesta di Diritto all'Oblio sui motori di ricerca?

La deindicizzazione può essere richiesta quando viene meno l'interesse pubblico attuale alla notizia, specialmente per vicende giudiziarie risalenti o concluse favorevolmente.

Quali tutele esistono per un minore vittima di cyberbullismo?

È possibile inoltrare richiesta diretta al Garante per ottenere l'oscuramento o la rimozione dei contenuti lesivi dalle piattaforme online entro tempi brevi.

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