Bullismo e responsabilità genitoriale: analisi della sentenza del Tribunale di Sulmona n. 20/2023

 



👨‍⚖️ Bullismo e responsabilità genitoriale: analisi della sentenza del Tribunale di Sulmona n. 20/2023

📅 Il caso in esame

Con la sentenza n. 20 del 24 gennaio 2023, il Tribunale di Sulmona ha affrontato un tema di grande rilevanza sociale e giuridica: la responsabilità dei genitori per gli atti di bullismo compiuti dai figli minori. Il giudice ha condannato i genitori del minore autore di condotte illecite a risarcire i danni subiti dalla famiglia della vittima, rilevando una grave carenza nell’adempimento dei doveri educativi e di vigilanza.

⚖️ Il principio di diritto

La decisione si fonda sull’art. 2048 del Codice Civile, che stabilisce la responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli minori conviventi, salvo che provino di non aver potuto impedire il fatto. In particolare, il Tribunale ha evidenziato:

> “In tema di bullismo, la condotta illecita di un ragazzo, inequivocabile e dimostrata, comporta la responsabilità dei genitori costretti a risarcire i danni alla famiglia della persona bullizzata, in assenza di prova di tecniche disciplinari idonee.

📚 Fondamento normativo: art. 2048 c.c.

L’art. 2048 c.c. introduce una presunzione di responsabilità a carico dei genitori, che può essere superata solo dimostrando:

- Di aver impartito un’educazione adeguata;
- Di aver esercitato una vigilanza efficace;
- Di non aver potuto impedire il fatto, nonostante l’adempimento dei propri doveri.

Questa norma si inserisce nel più ampio quadro della responsabilità civile extracontrattuale, con funzione sia risarcitoria che preventiva.

🏛 Evoluzione storica e giurisprudenziale

La responsabilità genitoriale ha origini antiche, risalenti ai codici del 1865 e del 1942, in cui il padre esercitava un potere quasi assoluto sul figlio minore. Con l’entrata in vigore della Costituzione e la riforma del diritto di famiglia, il figlio ha acquisito piena soggettività giuridica, ma il dovere educativo e di vigilanza dei genitori è rimasto centrale.

La giurisprudenza più recente ha chiarito che:

- L’età del minore non esclude la responsabilità dei genitori;
- Il contesto sociale rafforza l’onere educativo;
- La prova liberatoria deve essere rigorosa e concreta.

👁‍🗨 Il ruolo della vigilanza e dell’educazione

Il Tribunale ha sottolineato come la responsabilità genitoriale non sia solo formale, ma comporti obblighi concreti:

- Educare il figlio al rispetto delle regole della civile convivenza;
- Vigilare affinché l’educazione impartita sia coerente con il carattere e le attitudini del minore;
- Intervenire tempestivamente in presenza di segnali di devianza o comportamenti aggressivi.

Nel caso di specie, i genitori non hanno fornito alcuna prova di aver adottato misure educative o correttive idonee a prevenire il comportamento lesivo.

💬 Implicazioni pratiche e sociali

Questa sentenza assume particolare rilievo in un contesto sociale in cui il fenomeno del bullismo è sempre più diffuso, anche in ambito scolastico e digitale. Il messaggio del giudice è chiaro: la genitorialità comporta responsabilità giuridiche concrete, e non può essere esercitata in modo superficiale o delegato.

📝 Conclusioni

La sentenza del Tribunale di Sulmona n. 20/2023 rappresenta un importante precedente in materia di responsabilità civile per atti di bullismo. Essa riafferma il ruolo centrale dei genitori nell’educazione e nella vigilanza dei figli minori, e richiama l’intera società a una maggiore consapevolezza del valore della convivenza civile.



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