15 giugno 2021

Ministero della Giustizia e CSM intervengono sul caso Verbania

Ministero della Giustizia e CSM intervengono sul caso Verbania


📌 COSA IMPARERAI IN QUESTO ARTICOLO:

  • Le ragioni della protesta dei penalisti italiani sul cambio di GIP nel processo per la tragedia della funivia del Mottarone.
  • Perché il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha aperto un approfondimento sulla precostituzione del giudice naturale.
  • I dettagli sulla sostituzione della giudice Donatella Banci Buonamici con la dottoressa Elena Ceriotti.
  • L'avvio dell'ispezione ministeriale promossa dal Ministero della Giustizia per fare luce sul rispetto delle regole tabellari.

Di recente, in relazione alla drammatica vicenda della funivia di Stresa-Mottarone, abbiamo dato conto dell’astensione proclamata dai penalisti italiani in segno di ferma protesta contro la sostituzione in corso d’opera del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verbania. In quell'occasione avevamo già evidenziato le forti perplessità dell’avvocatura sul rispetto delle tutele ordinamentali.

Al posto della giudice originaria è subentrata la dottoressa Elena Ceriotti, titolare per tabella del ruolo, la quale era stata precedentemente esonerata a febbraio dalle funzioni di GIP dalla Presidente di Sezione Donatella Banci Buonamici a causa dell'intensa situazione di sofferenza dell'ufficio. Tale esonero, valido fino al 31 maggio, era stato poi seguito da un congedo ordinario della dottoressa Ceriotti conclusosi il 7 giugno. Proprio per questa ragione la richiesta di incidente probatorio era stata inizialmente trattata dalla dottoressa Banci Buonamici, fino al repentino intervento del Presidente del Tribunale che ha disposto la riassegnazione del fascicolo.

⚖️ L'intervento del CSM e il principio del giudice naturale

Per comprendere appieno la portata del tema, merita attenzione il fatto che il provvedimento con cui la Presidenza del Tribunale di Verbania ha individuato un diverso magistrato competente in una fase processuale così delicata ha destato l’immediato interesse del Consiglio Superiore della Magistratura.

A chiedere espressamente di “valutare la correttezza della decisione adottata” dal Presidente Luigi Montefusco sono stati i consiglieri togati del CSM Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo, persuasi della necessità di fare piena luce su una vicenda dai contorni sempre più ambigui. Va ricordato, infatti, che Donatella Banci Buonamici era il giudice che nei giorni precedenti aveva rigettato la richiesta di convalida del fermo dei tre indagati, istanza promossa dalla Procura e motivata sul presunto pericolo di fuga legato al “clamore internazionale” del caso.

In particolare, nella nota formale inviata da Ardita e Di Matteo all’Ufficio di Presidenza del CSM si legge: “Apprendiamo dalla stampa che nel corso di un procedimento penale pendente presso il Tribunale di Verbania, e nel cui ambito sono stati resi provvedimenti sulla libertà personale, il giudice costituito nella funzione di GIP sarebbe stato sostituito in corso di procedimento con provvedimento del Presidente del Tribunale. Chiediamo che della questione venga investita con immediatezza la commissione competente e subito dopo l’assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice”.

In continuità con questo orientamento, alla richiesta si sono accodati anche i consiglieri Loredana Micciché, Paola Maria Braggion, Antonio d’Amato e Maria Tiziana Balduini (togati di Magistratura Indipendente), concordi nell'esigenza di verificare quanto la scelta organizzativa incida sui principi fondamentali sanciti dall'articolo 25 della Costituzione.

🔍 Le anomalie segnalate dalla Camera Penale e le dichiarazioni dei protagonisti

Sul versante territorialmente interessato, per i penalisti di Verbania la questione merita un rigoroso approfondimento. Gli avvocati hanno infatti ricordato che con la Camera Penale era stato condiviso il chiaro principio per cui i fascicoli destinati alla dottoressa Ceriotti e presi in carico dal sostituto dovessero essere portati a compimento dal GIP designato (nella specie, Banci Buonamici).

Nello specifico, la Camera Penale ha fatto notare come in nessun altro procedimento sia stato adottato un provvedimento analogo: “Ad oggi non risulta che tutti i procedimenti assegnati ai vari giudici in sostituzione della dottoressa Ceriotti siano alla stessa stati riassegnati, e nel provvedimento del Presidente del Tribunale non vi è menzione alcuna in merito”.

A conferma di questa prassi consolidata, la stessa dottoressa Banci Buonamici ha precisato: “Il primo di febbraio ho esonerato la dottoressa Ceriotti e ho disposto che tutti i procedimenti venissero assegnati alla dottoressa Palomba, indicando me come sostituta in caso di suo impedimento. Quando è arrivato il fascicolo per la convalida, la dottoressa era impegnata nelle funzioni del Tribunale e l’ho sostituto. Un provvedimento avallato dal Presidente del Tribunale, controfirmato, già fatto per centinaia di processi”.

🏛️ L'ispezione del Ministero della Giustizia a tutela dell'indipendenza

Di conseguenza, ci troviamo di fronte a un precedente insolito che, secondo il ceto forense, necessitava dell'intervento del Ministero della Giustizia per fugare ogni dubbio su possibili sollecitazioni provenienti dalle parti processuali — in primis la Procura —, evento che costituirebbe un inaccettabile vulnus alla serenità della giurisdizione e all'indipendenza del magistrato.

In chiusura, va ribadito che la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: il Ministero della Giustizia ha ufficialmente avviato un’inchiesta amministrativa sulla gestione del fascicolo relativo al tragico incidente del Mottarone, incaricando l’Ispettorato Generale di svolgere tempestivi accertamenti preliminari sulla regolarità dei provvedimenti di sostituzione.


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