Il Diritto umano alla scienza


Il 2 gennaio 2020 il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali ha reso pubblica la prima bozza del "Commento Generale sulla Scienza" elaborata dopo tre anni di lavoro, un testo che si occupa delle implicazioni della scienza nel contesto dei diritti umani.

Proprio in questi giorni, a seguito di ulteriori elaborazioni del testo base, l’ONU è vicina al risultato storico di approvare il testo definitivo del “Commento generale” grazie al quale tutti gli Stati membri saranno obbligati a rendere conto del rispetto della libertà di ricerca e del diritto a godere dei benefici della scienza.


Le raccomandazioni dell’Associazione Luca Coscioni e di Science for Democracy, che sin dall' inizio hanno seguito i lavori e apportato il loro contributo, intendono suggerire un’ulteriore elaborazione di alcuni temi, come per esempio:
il bisogno di enfatizzare una ricerca libera indipendentemente dal tema investigato;
il bisogno di garantire la libertà per i ricercatori di comunicare il proprio lavoro;
il bisogno di bilanciare il principio di "precauzione" con il principio di “innovazione”;
il bisogno di includere il pubblico nelle decisioni adottate sulla base di evidenze;
il bisogno di evitare qualunque riferimento alla “moralità”;
il bisogno di prendere in ulteriore considerazione gli sviluppi nell’ambito della ricerca sulle sostanze controllate per fini medici.
Quali sono le premesse teoriche e giuridiche e perché questo tema è così importante?
Innanzitutto, come impostazione teorica di riferimento, occorre affermare che la scienza è un pilastro importante di qualsiasi società aperta e democratica basata sullo stato di diritto.
Poi, giova aggiungere che la ricerca scientifica -e l’accesso ai benefici che ne derivano- alimenta lo sviluppo e il benessere delle persone.
Sul versante giuridico, il diritto umano alla scienza è sancito dall’articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948; dall’articolo 15 del Patto internazionale del 1966 sui diritti economici, sociali e culturali; dall’articolo 13 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e da altre convenzioni internazionali.

Più in particolare, va ricordato l’articolo 15 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che obbliga gli Stati contraenti a riconoscere, tra le altre cose, il diritto di tutti a godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni e di beneficiare della protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria o artistica di cui sia l’autore.
In virtù di tali norme internazionali, gli Stati Parti del Patto devono adottare azioni concrete per conseguire la piena realizzazione di tali diritti tra cui quelle necessarie per la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della scienza e della cultura e per rispettare la libertà indispensabile per la ricerca scientifica e le attività creative.
Il Patto esorta chiaramente gli Stati a riconoscere i benefici che derivano dall’incoraggiamento e dallo sviluppo di contatti e cooperazione internazionale nel campo scientifico e culturale.

Date queste premesse teoriche e giuridiche, è indubbio che, se protetto e promosso, il diritto alla scienza possa favorire il pieno godimento di altri diritti umani, tra cui il diritto alla salute, il diritto alla vita, alla libertà di espressione, a quella di credo, oltre che del diritto a condizioni adeguate di vita e il diritto alla proprietà.

Altro punto fondamentale su cui insistere è quello relativo all’educazione scientifica: un elemento importante nella formazione di cittadini più responsabili che possano partecipare alla costruzione di società democratiche libere, eque e aperte.
La scienza e il metodo scientifico possono essere, inoltre, un positivo esempio di collaborazione internazionale basata su "fatti" e non su opinioni per affrontare tutte le sfide di portata globale cui siamo chiamati a prendere posizione.

Per approfondire si segnala: https://www.associazionelucacoscioni.it/ e https://www.sciencefordemocracy.org/ 

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